Ancora non c’e’ il testo definitivo sul dl che concede liquidità alle imprese e liquidato dal Cdm ma il governo guarda già al varo del decreto che arriverà per allargare il sostegno anche agli autonomi, ai lavoratori e alle famiglie mentre sul ‘Cura Italia’ ci sara’ la fiducia tra la protesta dell’opposizione.

Il prossimo dl dovrebbe essere ancora più poderoso (il copyright e’ del premier Conte): si punta – riferisce chi sta lavorando al dossier – ad una cifra che dovrebbe sfiorare complessivamente i 60 miliardi, la meta’ in deficit. Ma il prossimo scostamento dipenderà soprattutto dalla partita che si gioca in Europa. Per questo motivo si attende – anche se il vertice decisivo sarà il prossimo Consiglio Ue – l’esito dell’Eurogruppo al quale partecipa il responsabile dell’Economia Gualtieri. La riunione e’ cominciata in ritardo proprio per le divisioni dei paesi membri Ue.

La strategia del premier Conte – spiega Confcommercio – è sempre la stessa: no al Mes – e su questa linea il Movimento 5 stelle e’ sempre più minaccioso mentre la Lega gia’ mette le mani avanti accusando l’esecutivo di agire fuori legge -, si’ agli Eurobond. Tuttavia la Germania e l’Olanda fanno muro, con Gualtieri e Conte d’accordo nel mantenere ferma la posizione. Non basta l’apporto della Bei e del fondo anti-disoccupazione, e’ necessaria una potenza di fuoco senza precedenti (in totale circa mille miliardi) per fronteggiare “il nemico invisibile”. Intanto oggi a palazzo Chigi si e’ tornati a parlare proprio delle misure anti-coronavirus e di come ‘allentare’ la presa.

Fermo restando che non si potrà certamente tornare presto alla vita normale, come ha spiegato il commissario all’Emergenza Arcuri, l’obiettivo del governo è programmare la ripartenza graduale. La decisione su come allentare il ‘lockdown’ arrivera’ nei prossimi giorni. Ed e’ una decisione tutta politica e ancora in alto mare. Italia viva spinge per far si’ che ci sia una riapertura ed e’ rimasta delusa dal risultato dell’incontro; il Pd preme per una vera e propria cabina di regia e il premier Conte dal canto suo frena: non possiamo – ha argomentato oggi durante la riunione alla quale hanno partecipato oltre ai membri del comitato tecnico scientifico anche diversi ministri – abbassare la guardia.

E cosi’ solo alcune fabbriche riapriranno ma la ‘mission’ dell’esecutivo e’ quella di mettere in sicurezza i lavoratori. La vera fase due in ogni caso non partira’ prima del 4 maggio. Prima del 13 aprile – probabilmente gia’ sabato o domenica – il governo potrebbe prolungare di altre due settimane le misure restrittive. Del resto il comitato tecnico scientifico insiste: la ripartenza deve essere graduale altrimenti c’e’ il rischio (lo ha ripetuto anche Di Maio) di ricominciare tutto da capo.