sanremo casinò

Dopo l’ultima nota diramata nel week end tornano al lavoro gli iscritti ai sindacati di Slc-Cgil, Fisascat-Cisl e Snalc-Cisal che questa mattina si sono riuniti in assemblea: “Lo facciamo soprattutto per senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori dei servizi dati in appalto e che si vedono tagliati gli orari di lavoro a causa appunto dello sciopero che determina la chiusura delle sale”.

La decisione è stata presa in previsione di un nuovo incontro con l’azienda e in vista di una nuova assemblea, venerdì prossimo, nella quale si farà il punto: “Auspicabilmente fatti positivi altrimenti si deciderà di proseguire con le azioni di lotta”. E’ quanto si legge su sanremonews.it.

In precedenza il sindacato Ugl Terziario era intervenuto spiegando: “Nel rispetto della massima libertà individuale di opinione e di scelta di ciascuno, vorremmo rivolgere un appello invitando tutti, lavoratori e sindacalisti, a sedersi con noi al tavolo del dialogo con l’azienda. Esprimiamo grande apprezzamento ai colleghi della Uil i quali, pur rimanendo inflessibili nella loro posizione, hanno deciso di tornare al lavoro con grande coraggio e senso di responsabilità. Siamo pronti a collaborare con la Uil e con chiunque altro intenda aggiungersi alla trattativa, appoggiando qualsiasi proposta che, senza limitare la libertà d’iniziativa del datore di lavoro, possa dare garanzie di tutela dei diritti dei lavoratori.

Politica, proprietà, azienda e lavoratori del Casinò e delle ditte appaltatrici e tutti i sindacati, hanno preso coscienza che la riapertura delle sale da gioco è l’unica possibilità per poter intravedere la risoluzione del conflitto. Una scelta, quella del rientro al lavoro, che non prevederebbe per nessuno la rinuncia alle proprie rivendicazioni, ma che porterebbe un immediato beneficio economico sia agli introiti della società, che agli azzoppati salari dei dipendenti. Siamo tutti consapevoli che l’alternativa della guerra ad oltranza produrrà danni ad entrambe le parti. Lo scenario è inevitabilmente intriso di complesse dinamiche sindacali e politiche, per cui risulta molto difficoltoso prevederne gli sviluppi. Non sappiamo pronosticare chi risulterà vincitore ma è facilmente prevedibile che tutti ne usciremo perdenti. Ripartiamo dunque insieme dall’unanime ed unica opinione condivisa: l’utilità per tutti dell’immediata ripresa dell’attività produttiva, la condizione necessaria per qualsivoglia tentativo di riconciliazione tra azienda e sindacati”.