Il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibili quattro ricorsi con i quali altrettanti operatori di gioco chiedevano la revisione delle sentenze del Tar sui ricorsi presentati contro le norme della provincia di Bolzano in materia di installazione slot e distanziometro.

Il Consiglio di Stato non ha condiviso la posizione dei ricorrenti secondo cui il Tar, a causa di un’errata comprensione del contenuto della CTU, sarebbe incorso nell’errore di fatto sub specie del travisamento dei fatti.

Per il Collegio il ricorso deve essere dichiarato inammissibile in quanto nessuno dei vizi denunciati rientra nella nozione di “errore di fatto” rilevante ai sensi dell’art 395 c.p.c. n. 4).

Non si ravvisa alcuna omissione di pronuncia sui motivi d’appello proposti, né alcun “abbaglio dei sensi”, id est: errore revocatorio, che possa avere indotto il giudice a ritenere di non doversi pronunciare sui motivi d’appello proposti – che, infatti, hanno ricevuto tutti una risposta nel corpo della motivazione – oppure, con riferimento al ricorso proposto che possa avere indotto a travisare il senso di quanto riferito dal consulente tecnico; tutte le affermazioni contenute nella consulenza tecnica, inoltre, sono state puntualmente esaminate e valutate nella sentenza impugnata, la quale se ne è intenzionalmente, ma motivatamente, discostata a tratti, e, peraltro, non su fatti oggetto di accertamento, ma su opinioni espresse dal c.t.u. con conseguente inammissibilità sia della domanda rescissoria, proposta dalla parte ricorrente, di riaffermare la legittima ubicazione dell’esercizio, sia della domanda dei ricorrenti incidentali di attivare l’incidente di costituzionalità con riferimento all’asserito effetto espulsivo.

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