La sentenza è stata emessa con motivazione contestuale il 7 ottobre 2022. La vicenda riguardava un apparecchio meccanico, modello “Picchio”, installato presso un esercizio della zona di Bologna che, a seguito di controllo da parte di ADM, era stato ritenuto non conforme alla normativa per presunta eccedenza del valore dei premi rispetto ai limiti di legge. Premi che, nel caso specifico, consistevano in fac simile di telefoni cellulari di ultima generazione, riprodotti in ferro e privi di ogni funzionalità e dotati di relativi marchi.

L’ordinanza ingiunzione è stata impugnata dinanzi al Giudice di Pace che ha respinto il ricorso. Il noleggiatore, assistito dall’avvocato Marco Ripamonti, ha però avanzato appello dinanzi al Tribunale di Bologna.
Tra gli argomenti dedotti dall’appellante, la congruità del valore dei beni, argomento supportato dalla produzione di fatture di acquisto presso un portale web cinese, che metteva in vendita detti telefoni.

La difesa ha, inoltre, contestato ed eccepito che i Monopoli di Stato avessero rilevato, in ordinanza ingiunzione, la sola violazione riferita al valore dei beni posti in premio e non anche un ulteriore profilo di irregolarità, introdotto soltanto a giudizio già avviato.

Tale profilo si riferiva alla circostanza che le modalità di erogazione dei premi fossero, secondo ADM, truffaldine poiché le dimensioni dei telefonini erano tali da non consentirne la fuoriuscita in caso di eventuale vincita.

Il giudice dell’appello ha integralmente accolto il ricorso per impugnazione del noleggiatore, ritenendo che quest’ultima contestazione di ADM fosse in effetti tardiva rispetto al provvedimento sanzionatorio e non potesse essere oggetto di giudizio proprio per via della tempestiva dichiarazione di non accettazione del contraddittorio da parte del presunto trasgressore.

Quanto al merito della fattispecie, il Tribunale d’appello ha affermato come la scheda tecnica cartacea con le connotazioni dell’apparecchio Picchio prevedesse, per l’appunto, anche la erogazione di premi consistenti in prodotti di telefonia. Riguardo al valore dei premi, lo stesso Tribunale ha affermato come il noleggiatore avesse in effetti dimostrato, mediante l’esibizione di fatture, che il costo di ogni prodotto di telefonia fac simile fosse inferiore, effettivamente, a 10 volte il costo della partita.

L’Avvocatura di Stato, a sostegno delle ragioni dei Monopoli, ha richiamato le dichiarazioni spontanee rese nel corso dell’accertamento da parte dell’esercente, il quale aveva asserito che, in realtà, i beni offerti in premio eccedessero i limiti di legge nel relativo valore. Su tale tema il Tribunale, condividendo le tesi del noleggiatore, ha affermato come tale dichiarazione fosse inattendibile e non suscettibile di perfezionare alcuna chiamata in correità nei confronti del noleggiatore stesso.

Ulteriori importanti principi sono stati espressi dal Tribunale a favore delle tesi svolte dalla difesa. In tema di onere della prova, il Tribunale ha affermato come lo stesso sia gravante sulla pubblica amministrazione portatrice della pretesa sanzionatoria.

Quanto, invece, al valore fidefacente del verbale, il Tribunale, in accoglimento delle tesi della difesa, ha ritenuto che tale valore possa limitarsi esclusivamente ai rilievi oggettivi e non anche a valutazioni di carattere merceologico, quali ad esempio il valore dei premi. Ne è seguito l’accoglimento dell’appello, con condanna dei Monopoli alla rifusione delle spese di causa.

Di un certo interesse la circostanza che lo stesso Noleggiatore, per la medesima fattispecie, era stato attinto da procedimento penale dinanzi al Tribunale di Ravenna per i reati di diffusione di marchi contraffatti e ricettazione. Lo stesso, assistito anche in detta sede dall’avvocato Marco Ripamonti, è stato assolto con formula piena. Anche l’esercente, altresì assistito dal professionista viterbese, per la speculare contestazione aveva visto riconoscere le proprie ragioni sia in primo, che in secondo grado. (foto di repertorio).

Ripamonti
Avvocato Marco Ripamonti
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