“La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”. La celebre citazione di Karl Marx potrebbe essere applicata anche per la Comunità Europea nell’ambito della sua volontà di regolamentare il gioco d’azzardo online, per tutti i Paesi Membri. Al momento infatti, sono presenti ben 28 serie differenti di norme, che di fatto si concretizzano con una tutela diversa dei consumatori in base al territorio dove questi si trovano, con moltissime lacune al riguardo. In questo articolo faremo quindi una panoramica sulla situazione in Europa, in Italia e in Svizzera.

Il gioco d’azzardo in Europa

La Commissione Europea, nel 2014 ha emanato una “Raccomandazione”, ovvero un impegno senza vincoli, per ogni Stato Membro. In questo documento venivano inclusi una serie di orientamenti preziosi per definire una linea comune, al fine di proteggere i consumatori dai tipici rischi legati al gioco d’azzardo online. Come anticipato però, le buone intenzioni spesso si concretizzano in una serie di risultati deludenti, ed è questo il caso della Raccomandazione.

Ad oggi infatti, solamente uno Stato Membro ha messo in atto quanto consigliato dall’Unione Europea, con l’aggravante che la frammentazione è andata notevolmente amplificandosi con il tempo. Volendo fornire un esempio concreto, dei 28 Paesi in considerazione, solamente 14 dispongono di un “registro di autoesclusione”. Stiamo parlando di una possibilità, concessa ad ogni consumatore, di impedirsi l’accesso ai vari portali di gioco online. Questa particolare misura, rappresenta un’importantissima rete di sicurezza per tutti quegli utenti che hanno il vizio di scommettere troppo.

Il gioco d’azzardo in Italia

Nonostante l’Italia sia allineata a tutti gli altri Paesi Membri dell’Unione Europea nel non aver seguito le raccomandazioni, proprio di recente ha regolamentato in maniera almeno apparentemente efficace il gioco d’azzardo online. Stiamo parlando del Decreto Dignità, che tra i tanti punti presenti al suo interno, dedica espressamente al settore alcune indicazioni, atte a garantire la sicurezza del consumatore. In prima battuta è stato imposto un divieto totale di ogni forma di sponsorizzazione del gioco d’azzardo, sia sul territorio da parte delle varie agenzie, che sul Web, attraverso i tanto odiati banner pubblicitari.

Questa forma di marketing particolarmente aggressiva infatti, molto spesso faceva presa sui soggetti più deboli, facendo correre loro il rischio di cadere nel pericoloso vortice della ludopatia. In secondo luogo, il Decreto Dignità ha stabilito che tutti i siti che rispettano le misure di sicurezza imposte dal Governo, debbano riportare il marchio AAMS. In assenza di tale certificazione, il consumatore deve di fatto tenersi alla larga dal portale, perché potenzialmente esposto a rischi. I siti certificati inoltre, sono stati sottoposti ad un ulteriore restrizione, ovvero quella dell’innalzamento della soglia di Payout. In altre parole sono aumentate le probabilità che il giocatore possa effettuare una vincita reale.

Il gioco d’azzardo in Svizzera

Come accaduto per altri Paesi, anche la Svizzera recentemente ha deciso di regolamentare il gioco d’azzardo online. Nel 2018 infatti, è stato stabilito che sul territorio possano operare solamente i casinò elvetici, andando di conseguenza ad oscurare tutti i siti web esteri. I casinò online legali in Svizzera quindi, permettono con il rispetto delle norme, di contrastare quello che è il mercato nero del gioco. Il pericolo potenziale è sempre lo stesso per i giocatori: cadere nella trappola della ludopatia.

Nonostante un primo tentativo di bloccare totalmente i casinò sul Web, portato avanti attraverso un referendum, oggi in Svizzera è possibile giocare online alle roulette, a poker, a black jack e tanti altri ancora, ovviamente a precise condizioni. Esattamente come accade per i tavoli da gioco offline infatti, e alla stregua di quanto previsto in Italia da AAMS, solamente i portali autorizzati dalla Confederazione possono operare.

Un’altra novità importante introdotta in Svizzera, riguarda il regime di tassazione sulle vincite. Fino a prima del referendum infatti, gli importi vinti erano esentasse solamente fino a mille franchi, limite ora innalzato ad un milione di franchi. L’idea di base di tutte queste modifiche apportate al sistema, è che lo Stato debba regolamentare e tenere sott’occhio il mercato dei giochi, sempre nella massima tutela del consumatore.