A testa alta Cristina, dipendente in sala bingo a Roma, racconta la sua storia.

“Sono una dipendente di una sala bingo di Roma. Dopo la dichiarazione di Crimi (M5S) mi è salita una rabbia, una tristezza accompagnata allo sconforto del sentirmi sola e nessuno per questo Stato, il mio Stato, l’Italia. Caro Crimi o chi la pensa come lui… poi porteremo i nostri figli a casa vostra a mangiare. Ci sono famiglie, bambini, uomini e donne che si alzano alle 3 del mattino e vanno a dormire alle 7 del mattino successivo. Ci sono bambini che fanno terapie, giocano, studiano, fanno sport grazie ai propri genitori che lavorano in questo campo, ci sono persone oneste, che sono state beffeggiate, insultate, minacciate anche dalle persone più potenti che si arricchivano la bocca e le tasche sul loro lavoro, ci sono persone che hanno visto problematiche di altre e le hanno accompagnate all’uscita verso un servizio di tutela, verso un aiuto psicologico, perché facciamo anche questo.

Ammettere oggi che sperate di farci chiudere per sempre, vuol dire prendersi la responsabilità di tante persone che rimarranno senza lavoro, della povertà di tanta gente, di figli che non hanno mai visto i propri genitori ad un pranzo, ad una cena, ad una festa a casa, mentre famiglie, amici, si potevano organizzare per un weekend la domenica. Noi siamo sempre stati costretti a dire ai nostri figli che purtroppo non si poteva fare, perché noi quando è festa lavoriamo sempre. Hanno la responsabilità delle nostre case e dovranno guardare i bambini negli occhi e dire loro direttamente che da domani non si potrà più giocare, fare sport, solo al mercatino dell’usato si potrà andare, bisognerà cambiare casa perche quella attuale è troppo costosa, cambiare vita, amicizie, ricominciare da capo. Loro hanno la responsabilità di pensare ad un domani per tutti noi, vogliono chiudere? Lo facessero, ma devono darci un’alternativa, un’opportunità, un lavoro, una dignità per vivere. A quali cittadini stanno pensando? Noi esistiamo!”.

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