Il Tar Toscana ha respinto – tramite sentenza – il ricorso presentato contro Comune di Cerreto Guidi (FI), Ministero dell’Interno, Questura di Firenze, Istituto Comprensivo Statale Cerreto Guidi in cui si chiedeva l’annullamento del provvedimento con il quale la Questura di Firenze ha disposto il rigetto della domanda presentata dal legale rappresentante della società, ai sensi dell’art. 88 T.U.L.P.S.; di ogni altro atto ad esso presupposto e conseguente, ancorchè incognito, ivi espressamente compresi: i) l’atto n. 17/2019 dell’8 giugno 2019 della Polizia Municipale dell’Unione dei Comuni del Circondario dell’Empolese Valdelsa; ii) la comunicazione del 30 settembre 2019 della medesima Polizia Municipale, allo stato ignota ma richiamata per relationem dal suddetto provvedimento; nonchè per la condanna della Questura di Firenze a rilasciare al legale rappresentante della società, la licenza dal medesimo richiesta ai sensi dell’art. 88 T.U.L.P.S. per l’installazione di sistemi di gioco Videolottery (VLT) presso il pubblico esercizio posto in Cerreto Guidi (…).

Si legge: “La società conduce in Cerreto Guidi un pubblico esercizio all’insegna (…), debitamente autorizzato dall’Amministrazione comunale ai sensi dell’art. 86 T.U.L.P.S. .

In data 5 marzo 2019, Lido Lotti, legale rappresentante della suddetta società, ha avanzato domanda di licenza ex art. 88 T.U.L.P.S. per la raccolta di gioco lecito attraverso apparecchi videoterminali di cui all’art. 110, comma 6, lett. b) T.U.L.P.S., da effettuarsi presso un “ambiente dedicato” posto all’interno del suddetto pubblico esercizio.

In esito al procedimento la Questura di Firenze ha respinto la domanda a causa del mancato rispetto del regime distanziale previsto dall’art. 4 della legge regionale Toscana n. 57 del 2013, modificata dalle leggi regionali n. 85 del 2014 e n. 4 del 2018, avendo la Polizia Municipale dell’Unione dei Comuni del Circondario dell’Empolese Valdelsa accertato una distanza inferiore ai 500 metri rispetto alla scuola primaria “E. De Amicis” posta in via XXVI Giugno, n. 70.

Avverso il provvedimento di diniego e gli altri atti come meglio in epigrafe indicati parte ricorrente articola la seguente censura: “Violazione dell’art. 190 C.d.S. Violazione dell’art. 4 L.R. Toscana n. 57/2013. Violazione dell’art. 9, comma 1, lett. e) Decreto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli 22 gennaio 2010. Eccesso di potere per carenza o erronea valutazione dei presupposti. Eccesso di potere per difetto di istruttoria”.

In particolare, secondo la parte ricorrente, il proprio esercizio, all’interno del quale verrebbero ad essere installati gli apparecchi da gioco, si troverebbe a distanza inferiore a 500 metri dalla scuola primaria “E. De Amicis”, come risulterebbe dalle relazioni tecniche di parte prodotte già in sede procedimentale, che dimostrerebbero la palese erroneità di tutte le misurazioni poste in essere dai vigili urbani.

Più nello specifico, secondo la parte ricorrente, quest’ultime misurazioni avrebbero erroneamente assunto, quale punto di partenza della misurazione, il cancello, anziché l’ingresso principale dell’edificio scolastico ritenuto luogo sensibile, e, quale punto di arrivo, l’ingresso del pubblico esercizio, anziché quello dell’ambiente dedicato ove verranno collocati gli apparecchi. A tal riguardo, la parte ricorrente evidenzia che il cancello sulla strada disterebbe m. 15,95 dalla soglia di ingresso della scuola, e che l’ambiente dedicato al gioco con gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, del T.U.L.P.S. (ambiente regolarmente segnalato con apposita segnaletica di limitazione dell’accesso e chiuso da una porta e filtrato da un disimpegno in conformità alle disposizioni dell’art. 9, comma 1, lett. e del decreto direttoriale A.A.M.S. del 22 gennaio 2010) disterebbe m. 15,45 dall’ingresso principale della sala da gioco. Tali distanze sarebbero da aggiungere ai m. 484,70 misurati dalla Polizia Municipale sul percorso più lungo.

Infine, la parte ricorrente assume che due dei tre percorsi presi in considerazione dalla Polizia Municipale non sarebbero rispettosi dell’art. 190 del Codice della Strada, secondo cui il pedone deve procedere nel senso opposto alla direzione di marcia veicolare.

La ricorrente ha anche insistito per l’effettuazione di una verificazione.

Si sono costituti in giudizio per resistere al ricorso il Ministero dell’Interno, la Questura di Firenze, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’Istituto Comprensivo Statale Cerreto Guidi, nonché l’Unione dei Comune del Circondario dell’Empolese Valdelsa, quest’ultima producendo memorie e documenti.

Con ordinanza emessa all’esito dell’udienza pubblica del 21 aprile 2020, il Collegio ha ritenuto necessario “acquisire le risultanze di una verificazione attraverso la quale si accerti …la distanza tra il locale denominato di proprietà della Società, sito in Cerreto Guidi e la scuola primaria E. De Amicis, situata in Via XXVI Giugno n. 70; avuto riguardo al percorso pedonale che sia rispettoso dell’art. 190 Codice della Strada”.

Il Collegio, nell’incaricare il Responsabile della Polizia Provinciale della Città Metropolitana di Firenze con facoltà di delega, ha anche stabilito che il verificatore avrebbe dovuto “procedere alla accurata descrizione delle caratteristiche della via (…), nel tratto percorso secondo l’itinerario preso in considerazione dall’Amministrazione resistente, onde verificare se, sulla base delle suddette caratteristiche, l’indicato percorso pedonale violi o meno il disposto dell’art. 190 cit., laddove impone che, a certe condizioni, i pedoni circolino sul margine della carreggiata opposta al senso di marcia dei veicoli”. Il Collegio ha infine stabilito che il verificatore avrebbe dovuto calcolare la misura del suddetto percorso pedonale prendendo come punto di partenza il cancello della scuola e come punto di arrivo l’ingresso del pubblico esercizio.

In vista dell’udienza di discussione le parti hanno depositato memorie conclusive e di replica.

All’udienza del 22 settembre 2020, all’esito della discussione, il ricorso è stato trattenuto in decisione.

DIRITTO

Il ricorso è infondato.

Innanzitutto, in ordine ai punti di “partenza” e di “arrivo” delle misurazioni il Collegio ha già stabilito nell’ordinanza istruttoria che questi dovessero rispettivamente corrispondere al cancello della scuola e all’ingresso del pubblico esercizio. Tale decisione deve essere confermata, essendo evidente, da una parte, che il cortile di una scuola, debitamente recintato e delimitato e frequentato da genitori, bambini, insegnanti e personale scolastico, sia da considerarsi a tutti gli effetti parte integrante dell’edificio scolastico; dall’altra, che il rischio, per i “soggetti deboli”, di dipendenza, che le leggi in materia intendono neutralizzare, si concreta nel momento dell’ingresso di quest’ultimi all’interno dell’edificio principale in cui è situato l’ambiente dedicato alle macchine da gioco; per cui appare del tutto logico e razionale ritenere che la distanza per l’installazione dei “videopoker” all’interno di un edificio debba misurarsi prendendo a riferimento la soglia principale dell’edificio e non la soglia della “stanza” dove sono collocate le macchinette.

Ciò posto, quanto alla misurazione della distanza tra i due detti punti, dalle risultanze della disposta verificazione, da intendersi in questa sede interamente richiamate, si evince come le misurazioni effettuate dalla Polizia Municipale in sede di istruttoria procedimentale corrispondessero al reale stato dei luoghi, ma soprattutto come, in modo decisivo e assorbente, tutti e tre i percorsi possibili in quanto ritenuti più brevi (quindi compreso il percorso n. 3 suggerito dalla ricorrente) siano inferiori ai 500 metri di legge.

Per giunta, specie sulla base delle risultanze fotografiche e della descrizione dello stato dei luoghi contenute nella relazione della Polizia Municipale dell’ 8 giugno 2019 e delle osservazioni alle operazioni di verificazione svolte per conto dell’Unione dei Comuni del Circondario Empolese Valdelsa, si evince chiaramente come i percorsi n. 1 e n. 2 – che sono anche quelli effettivamente quelli più brevi, in quanto misurati dal verificatore rispettivamente in 430,52 metri e 425,29 metri – possano essere legittimamente utilizzati dai pedoni, senza dunque necessità che costoro, nel tratto di Via (…), circolino sul margine della carreggiata nello stesso senso di marcia dei veicoli, essendo possibile utilizzare un sentiero laterale a Via (…), individuato catastalmente nella particella n. 1069 di proprietà pubblica, formatosi naturalmente per effetto del calpestio continuo e prolungato.

Né rileva il fatto che tale sentiero non sia accessibile ad un disabile, dovendosi in questa sede individuare solamente il percorso più breve che possa essere utilizzato da una persona con un normale grado di deambulazione e che non presenti particolari ostacoli naturali.

Per tali ragioni il ricorso deve essere respinto.

Le spese di lite, liquidate in dispositivo, mentre possono essere compensate nei confronti dell’Avvocatura in ragione della posizione defilata dalla stessa assunta nel giudizio, per il resto seguono la soccombenza.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge”.