Il gestore di apparecchi da intrattenimento ( a vincita e non) deve assicurarsi del fatto che nell’esercizio pubblico in cui installa gli apparecchi non si svolgano attività irregolari, come nel caso di raccolta di scommesse on assenza di autorizzazione.

Il giudice del Tribunale Civile di Cosenza ha respinto il ricorso di un gestore di apparecchi da intrattenimento a cui, nel 2018, l’Agenzia delle Dogane dei Monopoli ha contestato una sanzione di 10.000 euro per aver installato 5 apparecchi comma 6 presso l’esercizio pubblico esercente l’attività di raccolta scommesse tuttavia priva della licenza PS di cui all’art. 88. Gli apparecchi risultavano regolarmente collegati alla rete ed erano muniti di Nulla Osta.

Secondo il gestore “per l’installazione degli apparecchi in questione non é necessaria l’autorizzazione di cui all’art. 88 tulps, essendo sufficiente la licenza di cui all’art. 86 TULP, nonché l’iscrizione sull’elenco degli operatori ex art. 1 comma 82 l. 220/2010 abilitati alla installazione di apparecchi e l’installazione di tali apparecchi di cui ai commi 6 e 7 art 110 è consentita, ai sensi dell’art. 110 comma 3 , ‘negli esercizi commerciali o pubblici o nelle aree aperte al pubblico o circoli provati ed associazioni autorizzati ai sensi degli artt. 86 o 88 TUL PS…(…)..’; che la sanzione di cui all’art.110 comma 9 lett. f -bis  si applica nella sola ipotesi di mancanza di entrambe le licenze, essendo pertanto contestabile all’esercente l’attività di raccolta scommesse senza licenza, la sola violazione di cui all’art. 17 bis , rinviando l’art. 110 comma 9 lett. f bis del tulps ad altre norme la determinazione delle autorizzazioni prescritte e non modificando, a seguito della sua entrata in vigore, la disposizione di cui all’art. 110 comma 3 tulps; deducendo l’erroneità della interpretazione delle norme in materia seguita dall’Ufficio sulla scorta della circolare ADM prot. 2013/491/DAR/UD del 13.6.2013 che afferma la necessità di impedire l’utilizzo di apparecchi da intrattenimen to in luoghi non sottoposti ‘ai prescritti controlli di polizia‘.

Il gestore “ha dedotto inoltre l’insussistenza dell’elemento soggettivo del dolo o colpa ,  (in quanto) inconsapevole dell’attività di raccolta scommesse svolta all’interno dell’esercizio , regolarmente iscritto nell’elenco tenuto dall’ADM dei soggetti autorizzati all’attività di raccolta di gioco con apparecchi da intrattenimento con distribuzione di vincite in denaro.

Per il giudice, che ha rigettato la richiesta di annullamento dell’ordinanza, “grava su chi provveda ad installare, collocare o consentire l’uso presso altro esercizio degli apparecchi di cui ai commi 6 e 7 dell’art. 110 tulps di verificare la ricorrenza di tutte le condizioni di legge per l a collocazione dei detti apparecchi, dando dimostrazione di avere proceduto ai necessari controlli e verifiche, di tal ché la mera circostanza che il gestore avesse appreso solo a seguito della contestazione violazione amministrativa dell’attività abusiva di raccolta scommesse svolta nel locale  e di non esserne egli a conoscenza per essersi recato nel detto locale sempre in orario di chiusura, non è idonea ad escludere la responsabilità del ricorrente”.