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(Jamma) – Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda) ha pronunciato ordinanza sul ricorso di una società di gestione, rappresentata e difesa dagli avvocati Matilde Tariciotti, Sarah Parachini, Cino Benelli, Filippo Lattanzi, contro il Comune di Grosseto.

Con il ricorso la società chiedeva l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza avente ad oggetto “Disciplina orari di apertura sale giochi autorizzate ai sensi degli art. 86 e 88 TULPS 1931 e di funzionamento degli apparecchi con vincita in danaro di cui all’art. 110 c. 6 TULPS 1931 installati negli esercizi autorizzati ai sensi degli artt. 86 e 88 TULPS 1931” con la quale sono state disposte restrizioni dell’orario di apertura degli esercizi e di funzionamento degli apparecchi AWP e VLT ivi installati nonché degli atti connessi e collegati, e il risarcimento del danno derivante dal provvedimento impugnato.
Considerato: che la giurisprudenza della Sezione (T.A.R. Toscana, sez. II, 26 ottobre 2015, n. 1415) ha già rilevato la necessità che il potere di limitazione degli orari dell’attività di gioco attribuito al Sindaco sia assistito da precisi studi scientifici relativi all’ambito territoriale di riferimento e non caratterizzato da evidenti illogicità ed irragionevolezze che incidano sulla legittimità del provvedimento; che, nel caso di specie, la relazione dell’A.U.S.L. n. 9 di Grosseto 29 settembre 2016 prot. 110433 richiamata nell’atto impugnato a giustificazione della disciplina restrittiva adottata non appare essere fondata su dati statistici relativi all’effettiva presenza nel territorio del fenomeno della ludopatia, ma solo su generiche considerazioni relative all’impatto economico e sociale del fenomeno (che è cosa diversa dalla ludopatia) e alla percezione della possibile dannosità del gioco da parte di una fascia della popolazione (dato che non si presenta univocamente destinato a testimoniare, con sufficiente certezza, la sussistenza di una condizione patologica di ludopatia, essendo, al contrario, significativo di una più matura consapevolezza dei rischi dell’attività cui ci si dedica).

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana ha accolto l’istanza cautelare e per l’effetto sospeso l’esecuzione degli atti impugnati e fissato la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 31 maggio 2017.

Il Tribunale ha quindi condannato l’Amministrazione resistente al pagamento delle spese della presente fase cautelare, che liquida in complessivi € 1.000,00 (mille/00), oltre ad IVA e CAP.

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