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(Jamma) – “Se non ritengano di dover assumere urgenti iniziative per contrastare definitivamente il gioco d’azzardo, le scommesse e i giochi in generale che comportano esborso di danaro; se intendano assumere iniziative in tale ambito mediante campagne di sensibilizzazione e interventi al fine di ampliare i centri di recupero per persone affette da ludopatia; se intendano istituire un tavolo di lavoro finalizzato al censimento dei centri di recupero al fine di acquisire una mappatura della popolazione coinvolta dalla ludopatia; alla luce di quanto previsto nella legge di bilancio 2016, se non intendano assumere una posizione netta affinché sia davvero attuata l’annunciata riduzione delle macchinette da gioco che, ad oggi, non è ancora stata messa in atto”.

E’ quanto chiedono i deputati Brignone, Civati, Andrea Maestri, Matarrelli e Pastorino in un’interrogazione presentata in Aula alla Camera e rivolta al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro della salute e al Ministro dell’economia e delle finanze in seguito alla notizia di stampa che alcuni giorni fa, a Ostia (Roma), ha visto protagonista un uomo che abbandonava durante la notte in auto a temperatura esterna sotto lo zero il proprio figlio di soli tre anni per recarsi in un locale a giocare alle slot machine.

“Nel 2016 – spiegano i deputati – il numero delle slot machine autorizzate in Italia è aumentato di 40 mila unità, passando da 378 mila a 418 mila macchinette; l’ultima legge di stabilità prevede una riduzione delle macchinette, nell’ordine del 30 per cento in quattro anni, ma, di fatto, gli apparecchi sono aumentati del 10 per cento in quattro mesi; la riduzione dovrebbe essere in vigore dal 1° gennaio 2017, tuttavia, le concessioni scadute non saranno cancellate, con il risultato che le 418 mila macchinette esistenti, rimarranno; si ritiene che, in base alla circolare delle dogane e dei monopoli, in cui si precisa che la legge di stabilità fissa un tetto oltre il quale « è precluso il rilascio di nuove autorizzazioni » – ma il tetto fa riferimento non più alle macchine operanti al 31 luglio, bensì al 31 dicembre 2015 –, stabilendo inoltre che le concessioni scadute non saranno cancellate, sia difficoltoso mettere in atto quanto previsto dalla legge di stabilità se non vi saranno nuovi e ulteriori interventi”.

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