Sono 280 le aziende con sede nella provincia di Torino che operano nel settore dei giochi e delle scommesse e che potrebbero chiudere per effetto della legge sul gioco d’azzardo.

Solo poche settimane fa la ex-giunta regionale del Piemonte faceva sapere che non risultava ci fossero cessazioni di aziende dopo l’entrata in vigore della legge regionale sul gioco d’azzardo. La norma prevede una distanza minima di 300 metri (elevata a 500 metri per i comuni con più di 5.000 abitanti) degli esercizi commerciali con servizi di gioco rispetto ad una serie di “luoghi sensibili” (scuole, impianti sportivi, istituti religiosi, strutture ospedaliere, istituti di credito, stazioni ferroviarie etc), con possibilità per i comuni di individuare ulteriori luoghi sensibili per ragioni connesse alla tutela del territorio comunale, della sicurezza urbana, della viabilità locale, dell’inquinamento acustico e della quiete pubblica. La normativa si applicava progressivamente anche alle vecchie licenze: entro 18 mesi per chi ha installato slot machine, 3 o 5 anni per le sale gioco e sale scommesse (artt. 5 e 13).

A seguito dell’entrata in vigore della norma la Regione Piemonte ha stipulato una convezione con il Comune di Torino per un corso di formazione indirizzato agli appartenenti alla Polizia Municipale. Tra le materia oggetto del corso la normativa regionale e gli strumenti operativi, programmazione dei controlli e protocolli operativi.

Ad oggi diversi comuni della regione hanno avviato i controlli in oggetto, anche attraverso 50 operatori formati, tra cui 25 solo del Comune di Torino.

Anche nella giornata di ieri nel capoluogo sono stati effettuati dei controlli e in diversi casi gli esercenti hanno contestato l’interpretazione della normativa da parte degli operatori della Polizia Municipali. A quanto risulta infatti ci sarebbero discordanti interpretazioni sulla applicazione progressiva della normativa secondo le diverse tipologie di esercizio. solo in un locale sono state sequestrati 20 apparecchi, tra slot e Vlt, e contestate sanzioni per 80.000 euro.

Prevedibile che si aprano contenziosi. Nel frattempo c’è seria preoccupazione circa la sopravvivenza delle aziende che operano come fornitrici di servizi di gioco a vincita. Le aziende con sede nella provincia di Torino sono complessivamente 280, per un totale di 790 dipendenti diretti con contratto a tempo indeterminato. Nel 95 per cento dei casi si tratta di piccole aziende, con meno di dieci dipendenti. In provincia di Vercelli sono in totale 28, 68 a Novara e 53 a Cuneo.