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«E’ inevitabile che dimezzando l’orario di accensione delle macchine si dimezzino anche le giocate, ma ciò non significa un calo del gioco in generale, bensì uno spostamento su altre tipologie di intrattenimento». Questo il commento di Massimiliano Pucci, Presidente di As.tro, rispetto ai dati presentati questa mattina in Consiglio Regionale, relativi agli effetti della Legge regionale del Piemonte per il contrasto al gioco d’azzardo patologico.

Massimiliano Pucci tiene a smentire alcune affermazioni ricorrenti tra i difensori della stretta normativa sulle slot: «Si sostiene spesso che non esiste alcun dato che testimonia la crescita del gioco illegale, che la raccolta è sensibilmente diminuita da quando è in vigore la legge e che, là dove gli orari hanno dimezzato l’accensione delle slot, si sono dimezzate anche le giocate. Proviamo a fare chiarezza su queste affermazioni, confutandole attraverso numeri forniti da Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Sogei e Guardia di Finanza».

Il Presidente di As.tro, al riguardo, cita una recente audizione in Consiglio Regionale, nella quale «il Generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Grassi, ha dichiarato che il volume dell’evasione fiscale nei giochi nei primi mesi dell’anno è quintuplicato in Piemonte».
Per quanto riguarda la presunta diminuzione drastica della raccolta «siamo all’interno di una fake news. Anche in questo caso, abbiamo depositato alla Regione i dati ufficiali di ADM e Sogei che testimoniano un calo della raccolta del 3% nei primi 4 mesi del 2018, non calcolando la crescita del comparto del gioco online e del gioco illegale».
E infine: «Attendiamo che dal fronte medico qualcuno ci dimostri che i ludopati sono diminuiti grazie all’entrata in vigore della legge: questo dato potrebbe testimoniarne l’effettiva validità».

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