“Nei giorni scorsi il Sindaco della città di Potenza ha emanato una ordinanza – la 25/2019 – avente ad oggetto un provvedimento a contrasto del gioco d’azzardo e della ludopatia. L’ordinanza disciplina “gli orari di esercizio degli apparecchi da gioco con vincita in denaro” di fatto riducendo le ore durante le quali è possibile accedere agli apparecchi medesimi, e con l’obbiettivo di “ridurre i fenomeni di abuso, con l’intervento (da parte della Amministrazione Comunale) nei momenti della giornata maggiormente rischiosi”.

Con l’ordinanza, in vigore dallo scorso 19 febbraio, in pratica non saranno accessibili detti apparecchi prima delle ore 10,00 e dopo le 22,00, con una ulteriore interruzione tra le 13,00 e le 17,00. Premesso che è del tutto condivisibile l’obbiettivo di contrastare comportamenti che, nelle forme patologiche assunte nella loro espressione, portano, a cascata, problemi, fino al fallimento personale, familiare e, in alcuni casi, aziendale, resta da capire se l’ordinanza è in grado di conseguire gli obbiettivi sperati. In questi anni, le opzioni offerte agli scommettitori e ai giocatori, si sono moltiplicate: dal Lotto ad estrazione continua, ai gratta e vinci, dalle moneymachines al Superenalotto, e i soggetti a cui questa offerta si rivolge rappresentano uno spaccato di tutta la società: giovani, pensionati, disoccupati, casalinghe.

In questo quadro, la proposta di limitare gli orari di esercizio dei soli “apparecchi da gioco con vincita in denaro” appare come un provvedimento molto limitato ed insufficiente a contrastare da un lato le motivazioni che spongono tante persone a tentare la fortuna (scarsità di lavoro, impieghi precari, stipendi insufficienti, crisi economica, etc.) e che, da questo punto di vista non potranno essere dissuase dal farlo, restando nelle loro scelte ben altre opzioni non regolate dall’ordinanza, e dall’altro gli effetti – in alcuni casi, devastanti – derivanti dal gioco: la dipendenza da questo.

Ciò che più colpisce della ordinanza è che di fatto affida il successo della sua applicazione ai controlli e alle sanzioni, non essendo conosciute altre misure che pure sarebbero necessarie e che, probabilmente, potrebbero sortire migliori effetti: ad es. attivando una sinergia e una collaborazione possibile tra Comune, associazioni di volontariato ed esercenti. Ancora più singolare il fatto che, dalla entrata in vigore della ordinanza, non c’è traccia di interventi mirati delle forze dell’ordine e dei vigili urbani finalizzati alla verifica del rispetto delle nuove disposizioni comunali in materia.

E’ certo, però, che il “peso” della ordinanza sta ricadendo sulle spalle degli esercenti, che ne chiedono un ripensamento radicale: il Sindaco, che la ha emanata, senza alcun confronto preventivo con quanti avrebbero potuto concorrere ad applicarla, dovrebbe avere la sensibilità di sospenderla, prevedendo un approfondimento ed un confronto tra tutti i soggetti coinvolti, per arrivare alla definizione di tutte le misure adeguate ad affrontare una questione molto complicata e che è lo specchio della profonda crisi che sta attraversando la nostra società”.

Confesercenti Potenza