Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Prima) ha respinto – tramite sentenza – il ricorso presentato contro il Comune di Desio (MB), in cui si chiedeva  l’annullamento dell’ordinanza sindacale n. 456 del 20.11.2018 pubblicata il 22.11.2018 sull’Albo pretorio Comunale e notificata via pec in data 30.11.2018, avente ad oggetto la “Disciplina degli Orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro installati presso i locali autorizzati in via esclusiva o prevalente all’esercizio dei giochi leciti (sale giochi), nonché di quelli installati negli esercii autorizzati al gioco lecito in via subordinata e/o accessoria rispetto all’attività principale (esercizi di somministrazione alimenti e bevande, esercizi commerciali, circoli privati, etc)”; dell’ordinanza sindacale n. 478 del 7.12.2018 pubblicata in pari data sull’Albo pretorio Comunale, avente ad oggetto la “Disciplina degli Orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro installati presso i locali autorizzati in via esclusiva o prevalente all’esercizio dei giochi leciti (sale giochi), nonché di quelli installati negli esercii autorizzati al gioco lecito in via subordinata e/o accessoria rispetto all’attività principale (esercizi di somministrazione alimenti e bevande, esercizi commerciali, circoli privati, etc) Rettifica Errore Materiale”; nonché, per l’occorrenza, del “Regolamento Comunale per le sale giochi e l’installazione di apparecchi da gioco” approvato dal Consiglio Comunale di Desio con il provvedimento n. 51 del 19.12.2011.

Si legge: “Il ricorrente è titolare di un esercizio commerciale sito nel Comune di Desio. L’esercizio, in aggiunta all’attività di somministrazione di alimenti e bevande, offre la possibilità di “giocare” con n. 3 apparecchi della tipologia descritta all’art. 110, comma 6 lett. a) del TULPS (AWP: Amusment With Price). Con ordinanza n. 456 del 20 novembre 2018, notificata a mezzo pec in data 30 novembre 2018, il Sindaco del Comune di Desio ha disposto l’interruzione degli orari di funzionamento del “gioco esercitato attraverso apparecchi meccanici e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da trattenimento di cui ai commi 5, 6 e 7 dell’art. 110 del TULPS e del gioco attraverso apparecchi collegati fra di loro, in tempo reale, alla rete e ad un server centrale presente nella sala dove sono installati, il quale comunica costantemente con un server nazionale centralizzato che gestisce le vincite”. Con detta ordinanza, precisamente, il Sindaco, richiamando il “Regolamento Comunale per le sale da giochi e l’installazione di apparecchi da gioco” approvato in data 19 dicembre 2011, ha limitato l’orario di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro presenti sul proprio territorio, disponendo l’interruzione del gioco per 3 fasce orarie giornaliere di 2 ore ciascuna, decorrenti dalle 9.30 alle 11.30, dalle 16,00 alle 18,00 e dalle 21,00 alle 23.00, pena l’applicazione della sanzione amministrativa prevista dagli artt. 9 e 17 bis del TULPS e della misura interdittiva di cui all’art. 17 ter.

Alla predetta ordinanza ha fatto seguito la n. 478 del 7 dicembre 2018 con cui è stato corretto l’errore materiale relativo all’indicazione della sede del Tribunale Amministrativo competente alla relativa impugnazione (Milano invece che Brescia, come erroneamente indicato).

Avverso i provvedimenti sindacali il ricorrente ha proposto il ricorso indicato in epigrafe, chiedendo l’annullamento previa tutela cautelare. Si è costituito in giudizio il Comune di Desio, resistendo al ricorso e contestandone la fondatezza con separata memoria. Con ordinanza n. 313 dell’11 marzo 2019 questo Tribunale ha rigettato la domanda cautelare. In vista della trattazione nel merito il Comune ha depositato scritti difensivi, insistendo nelle conclusioni già rassegnate. Indi all’udienza pubblica del 21 ottobre 2021 la causa è stata chiamata e trattenuta per la decisione.

Il ricorso proposto è affidato ai motivi di gravame di seguito sintetizzati:

I) Eccesso di potere per insufficiente istruttoria e carenza della motivazione, illogicità, travisamento ed erronea valutazione dei fatti: le ordinanze n. 456 e 478 del 2018 non sarebbero supportate da alcuna attività istruttoria, volta a verificare in particolare la sussistenza o meno nel proprio territorio di fenomeni ludopatici patologici, conseguenti al gioco esercitato attraverso gli apparecchi di intrattenimento di cui ai commi 5,6,7 dell’art. 110 del TULPS. L’Ente avrebbe posto a motivazione della limitazione oraria un isolato dato economico del 2015 raccolto dal Monopolio dello Stato per finalità finanziarie, formatosi su presupposti statistici errati e senza tenere conto del numero dei giocatori non residenti nel Comune di Desio e delle diverse tipologie di gioco d’azzardo lecito;

II) Eccesso di potere per contraddittorietà della motivazione e disparità di trattamento, violazione del principio di proporzionalità, ragionevolezza, uguaglianza e buona amministrazione: i dati relativi al territorio nazionale, resi noti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, evidenzierebbero che solo il 7,4 % dei giocatori d’azzardo lecito utilizza le c.d. “Slot Machines” (e solo il 2.6 % VLT). Ciò nonostante il Comune di Desio, con una decisione irragionevole, contraddittoria e che viola il principio di proporzionalità e adeguatezza, avrebbe inciso negativamente solo nei confronti del gioco esercitato attraverso i dispositivi disciplinati dal comma 6 dell’art. 110 del T.U.L.P.S, limitando il loro orario di funzionamento a 18 ore giornaliere, ovverosia colpendo la modalità di gioco statisticamente più innocua e favorendo quelle potenzialmente più pericolose.

I motivi di gravame possono essere esaminati congiuntamente, anticipandosi la loro infondatezza.

Va premesso che l’ordinanza n. 456 del 20 novembre 2018 fa riferimento a quanto accertato dall’Amministrazione dei Monopoli di Stato circa l’aumento del 6% rispetto al 2015 dei giocatori nel territorio di Desio. Questo dato si è ulteriormente incrementato nel corso degli anni, come dimostra la documentazione depositata in giudizio dal Comune.

Non si tratta quindi di un dato astratto riferito al fenomeno in termini generici, ma vi è una precisa contestualizzazione in relazione al territorio del Comune di Desio.

D’altro canto il ricorrente non offre dati documentali di segno contrario, non potendo considerarsi tali le “osservazioni” del Sindacato dei Totoricevitori sportivi (cfr. dpc. 7 del fascicolo del ricorrente), sia per l’assenza di oggettivi elementi idoneamente documentati sia per la evidente provenienza di parte del documento.

Ciò posto, il potere del Sindaco di cui all’art. 50, comma 7, del D.lgs. 267/2000, a fini di tutela della salute e della quiete pubblica, legittima la adozione di provvedimenti funzionali a regolamentare gli orari delle sale giochi e degli esercizi pubblici in cui sono installate apparecchiature da gioco.

La giurisprudenza si è infatti attestata da tempo sul principio secondo cui la previsione di limitazioni orarie è idoneo strumento di lotta al fenomeno della ludopatia (Consiglio di Stato, sez. V 26 agosto 2020 n. 5225, che richiama il proprio precedente 5 giugno 2018 n. 3382).

In tale solco si pone l’ordinanza impugnata laddove afferma che “il contrasto dei fenomeni patologici connessi al gioco compulsivo può essere utilmente esercitato anche attraverso interventi volti e regolare e limitare l’accesso alle apparecchiature di gioco, provvedendo ad una nuova disciplina oraria degli esercizi in oggetto”.

Va poi aggiunto che nell’attuale momento storico la diffusione del fenomeno della ludopatia in ampie fasce della società civile costituisce un fatto notorio o, comunque, una nozione di fatto di comune esperienza (cfr. T.A.R. Veneto, sez. III 11 novembre 2019 n. 1109; T.A.R. Milano, sez. IV 15 marzo 2021 n. 665, che richiama l’art. 115 comma 2 cpc), come attestano le numerose iniziative di contrasto assunte dalle autorità pubbliche a livello europeo, nazionale e regionale.

Tenuto conto di tali considerazioni, l’ordinanza impugnata appare sorretta da un’adeguata istruttoria, che giustifica la misura adottata.

Quanto alla dedotta violazione dei principi di ragionevolezza e proporzionalità, allo stato attuale delle conoscenze, non sembra irragionevole né sproporzionato imporre limitazioni ad attività economiche riconosciute scientificamente pericolose alla salute, proprio perché non si tratta di introduzione di una sorta di “proibizionismo”, che potrebbe sortire effetti contrari sul piano stesso della tutela della salute, né di divieto generalizzato, ma di regolamentazione in corrispondenza di luoghi particolari e di particolari fasce orarie a più alta fruibilità di esercizi di gioco (cfr. Consiglio di Stato, sez. III – 19/12/2019 n. 8563).

Per le ragioni che precedono il ricorso non è meritevole di accoglimento e va pertanto rigettato.

Le spese di giudizio seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo rigetta.

Condanna il ricorrente al pagamento, a favore del Comune di Desio, delle spese di giudizio, che liquida in € 3.000,00 (tremila), oltre oneri fiscali, previdenziali e spese generali di legge”.