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(Jamma) – Nei bar e nei tabacchi insiste un’offerta di gioco light che consente giocate contenute rispetto alle sale. Spostare i giocatori dai Bar e Tabacchi a favore delle sale equivale ad esporli a rischi superiori senza avere di fatto risolto il problema ma delocalizzando il fenomeno.

Le azioni intraprese delle varie amministrazioni locali, benché guidate da un proposito di tutela del giocatore, innescheranno inevitabilmente alcune problematiche. Innanzitutto occorre prevedere un fenomeno di migrazione del giocatore. La dislocazione di sale a 500 mt dai luoghi sensibili relegherà alle periferie la presenza degli spazi destinati al gioco terrestre.

Questo inciderà dal punto di vista sociale per quei quartieri che diverranno raccoglitori di tutta la disponibilità di gioco. In ultima analisi si assisterà alla sostituzione parziale del gioco legale con quello illecito e, in parallelo, con l’aumento di tutte le altre tipologie di gioco. Parliamo di online, gratta e vinci e scommesse.

Il gioco in Italia non è nato dal nulla. Lo Stato ha regolamentato una situazione pregressa di 400 mila videopoker incontrollati sostituendoli con macchine di cui si conosce la regolamentazione. Sottoposte a continui controlli. Gestite da soggetti autorizzati di cui si conosce tutta la vita aziendale e che sono assoggettati a restrittive e rigide norme Statali.

L’eliminazione di queste macchine riporterà la situazione indietro di 20 anni con gravissimi danni sia alle aziende, sia allo Stato sia al giocatore che passerebbe a un gioco incontrollato
le cui probabilità di vincita sono lasciate alla gestione personale del gestore così come la posta spendibile con buona pace di tutti i propositi di tutela. Oggi alcuni soggetti stanno riempiendo quel vuoto lasciato da apparati legali sostituendosi all’offerta lecita mediante prodotti alternativi. Questi spesso hanno provenienza estera o sono realizzati ad hoc per aggirare i divieti.

Se occorre ripensare al modello di gioco, qualora questo sia giudicato troppo impattante per il giocatore, occorre anche ripensare al modello di tutela. E’ impensabile ipotizzare di limitare i fenomeni di gioco eccessivo, che esistono e che vanno affrontati con serenità senza negarne la complessità, eliminando l’offerta di gioco legale.

Il gioco oggi è una realtà di tipo liquido. Si passa da agevolmente da un’offerta all’altra e i giocatori sono spesso polimorfi, ovvero impegnati in molteplici attività di gioco a vincita. Limitarne o eliminarne una significa sbilanciare progressivamente l’offerta di gioco verso canali più aggressivi e meno controllabili. Basti pensare al gioco del gratta e vinci con biglietti da 20 euro o al 10 e lotto con estrazioni continue e cadenziate ogni cinque minuti per rendersi conto della facilità di accesso all’offerta e alla relativa fluidità in caso di spostamento.

Inoltre i giovani, non giocano alle slot ma si concentrano su altre tipologie, soprattutto online come ben sottolineato dal documento del CNR di Pisa del maggio scorso. I dati dei vari SERT, benché sostenuti dagli stessi professionisti che ne sono dipendenti e che quindi hanno un interesse diretto nella questione, non supportano tutto l’allarme sociale che è stato lanciato in questi anni.

Il gioco è un fenomeno che va prima di tutto compreso, in secondo luogo regolamentato correttamente analizzando i dati e comprendendone a fondo le dinamiche sociali. Eliminando l’offerta non si elimina mai la domanda, ma si lascia spazio a una sostituzione di quell’offerta con un’altra.

In merito alla varie norme locali, senza scendere in inutili quanto incomprensibili tecnicismi, esiste una precisazione del Ministero degli Interni che richiama tutti gli Enti locali al rispetto dell’accordo della Conferenza unificata del 7 settembre 2017, che prevede i criteri di distribuzione uniformi del gioco sul territorio ed obbliga all’adeguamento alla stessa sancendo la tutela degli investimenti esistenti, affermando altresì il prioritario interesse della Legislazione Statale in materia.

Auspico quindi che si inizi a intavolare un confronto ampio, che sia in grado di coinvolgere la politica locale, quella centrale mossa di rinnovamento, gli operatori sanitari e gli operatori economici oltre che, necessariamente, gli operatori del comparto gioco.

Il nuovo Governo sarà chiamato al difficile compito di dirimere una questione morale e sociale centrale per l’economia Italiana: il gioco lecito può continuare ad essere presente sul territorio?

Mi riferisco a un gioco che preveda eventualmente forme differenti da quelle conosciute fino ad oggi, anche facendo un passo indietro spostandoci dall’offerta attuale verso una soluzione di compromesso.

Non si deve temere il passaggio ad altre forme di intrattenimento con piccola vincita se questa è l’alternativa unica e possibile alla scomparsa dell’offerta lecita. Ovviamente mi riferisco sia alle AWP sia alle VLT poiché non sarebbe accettabile eliminare le AWP al solo fine di spostare integralmente il flusso economico del gioco sui terminali VLT.

Il giocatore potrà trovare un’offerta dello Stato sul territorio oppure dovrà rivolgersi al mercato illecito che sicuramente, senza grandi distinzioni fra nord e sud, potrà proliferare ogni qualvolta esisterà un vuoto nell’offerta lecita?

Ing. Francesco Gatti
BAKOO S.P.A.
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