Centinaia di esecizi pubblici, sale scommesse e sale slot, in Emilia Romagna destinati alla chiusura per effetto delal Legge Regionale sul gioco d’azzardo.

E’ quanto evidenzia lo studio della CGIA di Mestre commissionato dal As.tro sugli effetti della Legge regionale dell’Emilia Romagna che impone distanze minime dai luoghi sensibili.

La Legge regionale 5/2013 prevede il rispetto delle distanze minime dai lughi sensibili per slot e attività di gioco legale. La legge ha effetto retroattivo e quindi gli esercizi sono destinati alla chisura o alla ricollocazione.

Con quali effetti?

Lo studio analizza la situazione di diversi comuni.

A Bologna sono stati individuati 766 luoghi sensibili. Il 98% degli esercizi generalisti, 358, ricadono nei luoghi sensibili da 500 metri e sono 46 le sale che devono chiudere mentre 17 sposteranno l’attività. A Forli il 69% delle sale dedicate e l’85% degli esercizi pubblici con slotè a rischio. A Modena ci sono 406 luoghi sensibili, sopravvivono 6 sale su un totale di 22. A Rimini oltre il 60 percento ricadono nel distanziometro, delle 124 attuali potranno continuare ad operare non più di una decina di esercizi.

A Parma almeno il 94% dei locali non rispetta il distanziometro: solo 17 esercizi su 269 potranno restare aperti.

A Piacenza su 17 sale solo 3 potrebbero resistere al distanziometro.

A Ravenna il distanziometro impatterà sul 77% delel sale.