Secondo le stime della Ragioneria dello Stato, per il gioco online gli effetti del divieto di pubblicità contenute del Decreto Dignità saranno più negativi rispetto a quelli evidenziati in precedenza. Il giocato perderà circa il 20%. 

Art. 9 (Misure di contrasto del disturbo da gioco d’azzardo)
Sulla base dei dati in possesso e delle informazioni provenienti dai concessionari si stima che gli investimenti pubblicitari e di sponsorizzazione nel settore dei giochi si aggirino, complessivamente, intorno a 150/200 Ml€/anno, con oggetto principale i seguenti giochi:
– Lotto, lotterie e giochi numerici (gioco del Lotto e giochi complementari, Gratta& Vinci,
SuperEnalotto e giochi complementari);
– giochi a distanza (on line), in particolar modo le Scommesse sportive e i C.d. giochi da casinò.
La pubblicità degli apparecchi da divertimento (slot) – settore ritenuto a più forte rischio per il gioco C.d. problematico – è vicina allo zero (così come la pubblicità del Bingo).

Per quanto riguarda gli impatti sulla finanza pubblica del divieto totale e assoluto di pubblicità sul gioco legale la stima è formulata tenendo conto che gli investimenti pubblicitari vengono effettuati dai concessionari mentre l’Agenzia delle dogane e dei monopoli non promuove il gioco legale in alcuna forma.
In ogni caso:
1) può ritenersi che il divieto di pubblicità comincerebbe ad avere impatti negativi sulle entrate erariali non immediatamente ma dopo 4/5 mesi. Pertanto, è ragionevole ritenere che il corrente anno non registrerebbe impatti negativi di rilievo;
2) questi verrebbero avvertiti a cominciare dal 2019, sebbene in forma ridotta nel primo semestre.
Lotterie e giochi numerici
Ai fini della stima degli effetti dell’introduzione del divieto totale di pubblicità, può ritenersi, con stima presuntiva, che la riduzione del “Giocato” possa stabilizzarsi intorno al 5%.
Considerato che nel 2017 i giochi numerici e le Lotterie hanno assicurato all’Erario un introito pari a circa 3 Md€ e che la proiezione dei dati per il 2018 conferma tale trend, il divieto di pubblicità potrebbe comportare una riduzione a regime pari a 150 Ml€/anno.
Si avrebbe, quindi, la seguente situazione:

Lotterie e Giochi numerici

Anno Minor gettito (mln di euro)
2018 0
2019 112*
2020 150
2021 150

* Considerando che nel primo semestre la perdita di gettito sarà di circa la metà di quella che si avrà nel secondo semestre

La stima è avvalorata dai seguenti dati: – l’ammontare complessivo degli investimenti e sponsorizzazioni nel settore è pari a 50 mln di euro annui; – ipotizzando che il ritorno in termini di ricavi sia pari al valore degli investimenti in pubblicità, si avrebbero maggiori ricavi pari a 50 mln di euro (per incremento del giocato); – poiché il ritorno per l’erario al netto degli aggi è pari a circa 3 volte il valore del ricavo, si ha che il minor gettito erariale è pari al valore stimato di 150 mln di euro annui. Fa presente inoltre che è in corso di svolgimento la procedura per l’emanazione del bando di gara per l’attribuzione della nuova concessione relativa al SuperEnalotto e che il divieto di pubblicità potrebbe comportare una riduzione delle potenziali offerte al rialzo non quantificabile, ferma restando, in ogni caso, la realizzazione del gettito previsto in bilancio.

Gioco online (escluse le scommesse sportive)
Per il gioco on line il divieto assoluto di pubblicità avrebbe effetti senza dubbio maggiori, anche in considerazione del fatto che è in corso la procedura ad evidenza pubblica per l’attribuzione di 80 nuove concessioni, il cui costo è pari a 200 mila euro. Infatti, per questo comparto la pubblicità e la sponsorizzazione rappresentano l’unico modo per farsi conoscere dai giocatori e per distinguersi dagli operatori illegali, contribuendo così allo spostamento del gioco dal settore dell’illegale a quello legale. In proposito, anche la Commissione Europea ha raccomandato ai Paesi Membri una regolazione della pubblicità che sia “contenuta e strettamente limitata a quanto necessario al fine di canalizzare i consumatori verso le reti di gioco controllate” e ha affermato che le “comunicazioni
commerciali sui servizi di gioco d’azzardo on line possono svolgere un ruolo importante
nell’orientare i consumatori verso offerte permesse e controllate” (cfr. 20l4/478/UE:
Raccomandazione della Commissione, del 14 luglio 2014, sui principi per la tutela dei consumatori e degli utenti dei servizi di gioco d’azzardo on line e per la prevenzione dell’accesso dei minori ai giochi d’azzardo on line).
Tenendo conto di quanto sopra, può stimarsi che la perdita di “Giocato” relativa a questo settore sarà del 20%.
Considerato che il gettito atteso per il 2018 è pari a circa 140 MIE, la perdita può essere stimata, a regime, in misura pari a 28 MIE/anno.
Si avrebbe, quindi, la seguente situazione:

Anno Minor gettito (mln di euro)
2018 0
2019 20*
2020 28
2021 28

* Considerando che nel primo semestre la perdita di gettito sarà di circa la metà di quella che si avrà nel secondo semestre

Scommesse sportive: per tale comparto la riduzione del giocato per effetto del divieto di pubblicità viene stimato intorno al 5%. Evidenzia che il gettito erariale proveniente dalle scommesse è stato pari a 270 mln di euro per l’anno 2017; le proiezioni dei dati per il 2018 permettono di prevedere un consistente aumento per un valore di 380 mln di euro di gettito. Pertanto il citato divieto della pubblicità potrà produrre perdite a regime di circa 20 mln di euro annui. Considerando la ridotta perdita per il 2019, la situazione sarà la seguente:

Anno Minor gettito (mln di euro)
2018 0
2019 15*
2020 20
2021 20

* Considerando che nel primo semestre la perdita di gettito sarà di circa la metà di quella che si avrà nel secondo semestre

Riepiloga pertanto le perdite complessive nel comparto giochi derivanti dal divieto di pubblicità nella seguente tabella:

Anno Minor gettito (mln di euro)
2018 0
2019 147
2020 198
2021 198

 

Con riferimento all’aumento dell’aliquota del PREU per le AWP e le VLT pari allo 0,25% la RT proietta i dati relativi al periodo gennaio – maggio 2018 ed evidenzia che il giocato (base imponibile) per le AWP sarà di circa 24 mld (cioè 4,47% in meno rispetto all’anno 2017). Quindi per il 2018, per i soli mesi da settembre a dicembre (4 mesi) il maggior introito è di 20 mln di euro. Per le VLT gli introiti risultano invece in linea con quelli del 2017, pari a 23,5 mld, per cui il maggior introito stimato sarà di 19,5 mln di euro. Pertanto il maggior introito per PREU per l’anno 2018 sarà di 39,5 mln di euro. Il maggior gettito per i primi 4 mesi dell’anno 2019 (in cui l’aliquota è maggiorata dell’0,25% come per gli ultimi mesi del 2018) sia per le AWP che per le VLT è pari a 39,5 mln di euro. Per la restante parte dell’anno 2019 assume lo stesso valore di raccolta dell’anno 2018 per le AWP e considera che a partire dal 1° maggio 2019 l’incremento sarà di un ulteriore 0,25%, per un totale quindi dello 0,5% rispetto alla vigente aliquota. Quindi il maggior gettito per l’erario sarà di 120 mln di euro. Per le VLT il volume del giocato risulta in linea con quello del 2017 (23,5 mld di euro), però per tali apparecchi, per i quali il payout è superiore a quello minimo previsto dalla legge (85%), l’incremento del PREU potrebbe comportare la riduzione del payout da parte dei concessionari, a svantaggio dei giocatori, con conseguente riduzione del giocato. Ipotizza quindi la riduzione del 3% la quale applicata all’ammontare totale stima un giocato di 22,8 mld di euro. applicando l’aumento di aliquota dello 0,5 % ottiene un maggior gettito di 114 mln di euro. Il totale complessivo (per incremento dell’aliquota per le AWP e per le VLT) per l’anno 2019 di maggior PREU è di 234 mln di euro. Evidenzia poi che la prevista riduzione del 3% del giocato potrebbe di fatto concretizzarsi nel 2019, in base alla considerazione che i concessionari, per effetto dell’entrata in vigore dal 1 aprile 2019 della nuove regole tecniche delle VLT, dovranno provvedere alla ricertificazione dei sistemi e, approfittando di tale circostanza, potrebbero procedere alla riduzione del payout con messa in esercizio da tale data.

Infine, tenendo conto che per i primi quattro mesi del 2019 l’incremento è pari ai citati 39,5 mln di euro, e per i restanti 8 mesi di 156 mln di euro, il maggior gettito a titolo di PREU per l’anno 2019 sarà di complessivi 195,5 mln di euro. La tabella sottostante riepiloga il maggior gettito per i diversi anni:

Anno Maggior gettito (mln di euro)
2018 39,5
2019 195,5
2020 234

 

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