A testa alta per raccontare i piccoli gesti, le abitudini e le storie quotidiani di una sala scommesse. Mauro vive ogni giorno quei momenti come la normalità di un lavoro che non puoi fare se non lo ami. Ma oggi dice di essere stanco

“Sono Mauro, il titolare del centro scommesse UNOBET di Torino. Ho deciso di scrivere queste righe dopo i recenti commenti di un ministro diretti al nostro settore.

Mi preme ricordare che lavoriamo con concessioni statali, assegnate mediante regolare gara di bando e siamo contribuenti esattamente come tutte le altre categorie.

Per poter fare il nostro lavoro si deve ottenere una licenza di polizia, quindi dimostrare non solo di essere una persona senza precedenti penali, ma che lo siano anche i membri di tutta la tua famiglia per diverse generazioni.

Ora siamo un po’ stanchi di essere sempre dipinti come una categoria che sarebbe meglio eliminare.

Provo a spiegarvi che cosa è un centro scommesse oggi: svolgiamo una vera e propria funzione sociale.

Al contrario di quello che si pensa, rappresentiamo per molte persone l’unica alternativa alla solitudine, permettiamo alle persone di coltivare e seguire la propria passione; apriamo le porte alle nostre attività a chiunque senza discriminazioni e senza obbligo di “consumare”!

Siamo quelli che nelle giornate di pioggia trasmettono le partite e fanno finta di non vedere che il locale è pieno di persone che non consumano.

Siamo quelli che quando vediamo una persona in difficoltà dopo una giornata difficile che si addormenta guardando la TV, ci alziamo e invece che mandarlo fuori gli offriamo un caffè.

Siamo quelli che rispondono alla telefonata di un anziano che, con la scusa di avere un risultato, chiama solo per avere 10 minuti di compagnia e scambiare qualche battuta su una partita.

Siamo quelli che hanno uno staff altamente qualificato, senza precedenti e rigidamente formato sulle norme antiriciclaggio e sulle norme contro la ludopatia.

Siamo quelli che, anche in questo momento di enorme difficoltà, passano le notti a cercare soluzioni per noi, ma sopratutto per i nostri dipendenti, perché sono persone con una famiglia, con un lavoro che si sono meritato svolgendolo con serietà, per il quale hanno lottato, per il quale si sono formati e nel quale mettono tutti i giorni la loro passione!

Ora potrà comprendere il signor ministro a cui faccio riferimento di quanto io in questo momento mi senta offeso dalle sue parole, mi sento offeso come imprenditore, mi sento offeso come uomo e mi sento offeso come lavoratore; il lavoro è un diritto e noi ce lo siamo guadagnato e continuiamo a farlo tutti i giorni!

Siamo stanchi di essere considerati poco più dei delinquenti, perché le ricordo che raccogliamo gioco per lo Stato! Siamo stanchi di andare in banca e sentirci rispondere che gli aiuti del governo non sono diretti al nostro settore. Siamo stanchi di essere discriminati!

E la invito a pensare che noi rappresentiamo nel nostro settore la raccolta di gioco legale, rappresentiamo lo Stato e lei dovrebbe sapere meglio di me che dove lo stato è assente lasciamo campo libero ad altre organizzazioni; noi rappresentiamo la via che permette al giocatore di svolgere un diritto in piena legalità e in piena tutela!

Ritengo che in questo momento sia più importante dedicarsi nella lotta comune contro il Covid e smettere di fare campagna elettorale strumentalizzando il gioco legale!

Chi sono io? Un lavoratore stanco di essere in prima fila solo quando è ora di contribuire ma essere discriminato quando è ora di essere sostenuto.