Ci sono posti in Italia dove il lavoro lo difendi più che altrove, anche senza l’emergenza Coronavirus. A testa alta Lorenzo, 52 anni, ogni giorno si mette in macchina e percorre 200 chilometri per recarsi nella sala Bingo dove lavora. E’ grazie a questi imprenditori che Lorenzo ha potuto avere una retribuzione, nonostante tutto, mentre a Roma, i politici, stanno ancora promettendo un aiuto a tutti gli italiani.

“Sono Lorenzo e ho 52 anni. Lavoro in una sala bingo, o per meglio dire nella sala Bingo di Gela (CL) fin dalla sua apertura, nel lontano 2002. Il chiarimento è necessario, perchè per me non è un posto di lavoro come un altro.

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Voglio precisare che la società per cui lavoro, in tutti questi anni, ha dovuto affrontare tanti problemi per poter andare avanti e mantenere lo stipendio a tutti noi dipendenti. Ne siamo perfettamente a conoscenza e io non lodimentico mai.

Da 18 anni faccio 200 km al giorno per andare a lavorare. Esco di casa il mattino presto e rientro la sera per guadagnarmi onestamente e “a testa alta” il mio stipendio che in tutti questi anni mi è stato sempre corrisposto puntualmente .

Fino a pochi giorni fa, considerando che lo Stato non è capace a far arrivare in tempo la cassa integrazione, l’azienda ci ha anticipato parte della quattordicesima per dare un po’ di serenità .
Devo ringraziare solo ed esclusivamente loro se ho cosa mangiare .

Grazie a questo lavoro ho messo su famiglia e ho potuto crescere i miei figli. Adesso per fortuna sono maggiorenni.Sono fiero e orgoglioso di lavorare in questo settore. Ma meno fiero di come ogni politica, Stato e opinione pubblica ci trattano.

No, non siamocriminali come qualche politico ci ha descritti,  siamo lavoratori depressi, disperati, delusi, confusi, amareggiati e anche arrabbiati …ma sempre fiduciosi di poter ricominciare”.