Di seguito le pricipali novità della bozza di legge sul gioco che è stata licenziata a maggioranza la scorsa settimana dalla commissione Sanità del Consiglio regionale del Veneto, presieduta da Fabrizio Boron (Lista Zaia) che ha guidato un lavoro di mesi per unificare le quattro proposte depositate sul tema (quella della Giunta a firma dell’assessore bassanese Manuela Lanzarin; quella di Antonio Guadagnini, Siamo Veneto; di Giovanna Negro, Veneto cuore autonomo; e di Riccardo Barbisan, Lega) e ascoltare tutti i soggetti interessati.

L’Irap subirà un aumento dello 0,92% per i locali dotati di slot. La Regione darà la facoltà ai Comuni di definire, nei loro regolamenti, premialità economiche per gli esercizi che scelgono di non installare gli apparecchi da gioco. Poi è previsto l’obbligo di rispetto di una distanza minima di 300 metri iper i comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti e di 500 metri per i comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti da: a) servizi per la prima infanzia; b) istituti scolastici di ogni ordine e grado; c) centri di formazione per giovani e adulti; d) luoghi di culto; e) impianti sportivi; f) ospedaH, strutture ambulatoriali, residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario; g) residenze per anziani, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori, circoli da gioco per adulti; h) istituti di credito e sportelli bancomat; i) esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati; 1) stazioni ferroviarie e di autocorriere.

I comuni, anche in accordo tra loro, per esigenze di tutela della salute e della quiete e sicurezza pubblica, nonché di circolazione stradale, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge in esame “stabiliscono, per le tipologie di gioco, delle fasce orarie fino a sei ore complessive di interruzione quotidiana del gioco, secondo quanto previsto dall’intesa sottoscritta ai sensi dell’articolo 1, comma 936, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”.

Previste inoltre multe fino a 6mila euro per i trasgressori. Ma non finisce qui, sia per i nuovi locali che per quelli esistenti le vetrine delle sale e delle agenzie di scommesse non dovranno essere oscurate con pellicole e tende. Saranno obbligatori impianti per il riciclo d’aria. Poi i gestori di questi locali dovranno mettere in evidenza il materiale informativo sui rischi del gioco d’azzardo che le Ulss forniranno.

«Durante i lavori in commissione è saltato un intero articolo sulla pubblicità – spiega Boron -. L’obiettivo era quello di vietare ogni forma di pubblicità non solo ai locali ma anche alle vincite. Ma di recente a livello nazionale è stata varata una legge che va nella stessa direzione. Con un emendamento, poi, abbiamo esplicitamente escluso da queste limitazioni le sale gioco per i bambini o quelle, comunque, dove non sono previste vincite in denaro».

La bozza prevede che la Regione possa promuovere accordi economici con gli operatori per favorire l’adozione di un codice di autoregolamentazione che vieti «l’uso delle lotterie istantanee e dei “gratta e vinci“ nella promozione delle attività commerciali». In un articolo poi si istituisce il Tavolo tecnico permanente sul gioco d’azzardo patologico, un organismo di consulenza e studio delle politiche socio sanitarie su questo tipo di dipendenza.

Il progetto di legge ora sarà analizzato dalla commissione Bilancio e poi approderà in Consiglio per l’ok definitivo.