“La nostra regione si merita un centro di allenamento polifunzionale ed in prospettiva non tanto lontana un ippodromo (anche stagionale) baricentrico fra il nord e sud del paese collegamento naturale fra i più importanti centri di galoppo e trotto sparsi in Italia. Non è un un’utopia o un sogno irrealizzabile è la base di partenza per poter rilanciare un comparto quello dell’ippica e dell’allevamento di cavalli da corsa e da competizione che genera lavoro a migliaia di persone e tante famiglie in Italia e nella nostra regione e con un indotto economico-occupazionale importante.

L’Umbria è una grande regione, terra di cavalli e allevamenti che hanno segnato la storia dell’ippica nelle varie discipline, è la terra della Quintana e della Mostra Nazionale del Cavallo di Città di Castello e di tante altre manifestazioni dedicate a questo straordinario animale: merita considerazione a tutti i livelli per la sua storia e per le sue potenzialità in termini di progetti e sviluppo del settore”.

Così Sergio Carfagna, 65 anni titolare di scuderia e allevatore di primissimo piano di cavalli da trotto, torna a far sentire la propria voce a difesa del comparto ippico-allevatoriale e lancia proposte concrete.

Lo fa all’indomani di una prestigiosa nomina in qualità di rappresentante di Umbria-Marche-Abruzzo all’interno del nuovo Consiglio di Amministrazione di A.N.A.C.T. (Associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore) che lo scorso 29 luglio ha designato, il notaio, allevatore campano, Ubaldo La Porta alla Presidenza a seguito delle elezioni fra gli associati per il rinnovo della importante associazione di categoria.

“Un impegno ulteriore che con orgoglio e senso di responsabilità accanto al neo-Presidente Ubaldo La Porta – ha precisato Carfagna – ho deciso di assumere per cercare di dare il mio contributo assieme a tanti altri allevatori e associati delle tre regioni che ora rappresento, per una causa comune quella di risollevare e rilanciare le sorti di un settore che era già in profonda crisi ed ora dopo l’emergenza Covid rischia un ulteriore pesante contraccolpo non più supportabile soprattutto per le medio-piccole scuderie e allevamenti.”

“La nostra regione, cosi’ come le vicine Marche, l’Abruzzo e tutto il centro-Italia può recitare una parte importante nel contesto complessivo di un rilancio che dal governo dovrà iniziare con atti e progetti concreti a partire da sostegni, incentivi e programmazione basata sulla promozione del cavallo, dello sport e dell’allevamento di qualità. Noi uomini e donne di “cavalli” – ha concluso Carfagna – siamo gente tenace e orgogliosa del proprio lavoro e come sempre ce la metteremo tutta per far sopravvivere questa straordinaria passione per lo sport e l’allevamento che tutto il mondo ci invidia”.

Oggi il suo allevamento, preso a modello a livello nazionale, può vantare la presenza di circa 25 fattrici (fra cui Irina, cavalla di rango seconda dietro Algiers Hall, al Campionato Europeo di Trotto di Cesena nel 2009), 13 puledri della lettera D di un anno, altri 8 di due anni, pronti al debutto estivo e affidati alle sapienti mani dell’allenatore Salvatore Valentino, di stanza presso le prestigiose scuderie Hippogroup dell’ippodromo Savio di Cesena ed infine i gioielli di casa, due stalloni del calibro di Iglesias (pluridecorato campione delle piste di tutta Italia, rapito e ritrovato sano e salvo quasi per miracolo il 4 giugno 2009) e Turbo Sund.

Ora quel fenomeno della natura, candida come la neve, che ha debuttato e vinto in Svezia e America (seguita come una star dai media di tutto il mondo e dalla scienza, con un libro interamente dedicato scritto “La scuderia dei miracoli” scritto da Giorgio Galvani e Marco Vinicio Guasticchi) è diventata la fattrice “regina” di una delle più importanti scuderie internazionali a cui l’allevatore di Assisi l’ha ceduta quasi per volerla proteggere e garantirgli un futuro da campionessa dentro e fuori la pista.

Oggi Sergio Carfagna, segue i cavalli dalla nascita e neanche il Covid-19, la crisi del settore, la chiusura degli ippodromi lo ha scoraggiato ad appendere le redini lunghe e il sulky al chiodo: lui è anche apprezzato gentlemen driver. “L’amore per i cavalli è il punto di partenza per fare bene questo mestiere ed è il primo insegnamento che mio padre e mio nonno mi hanno consigliato di seguire – precisa Carfagna con la voce rotta dall’emozione ma la determinazione a non mollare ed andare avanti sostenendo spese continue e sforzi di ogni genere pur di tornare in pista”.