Il Ministro dell’Economia Giovanni Tria illustra i contenuti del decreto-legge di assestamento di Bilancio che fa parte dell’insieme di misure adottate nell’ambito della negoziazione avviata dal Governo italiano con la Commissione europea in merito al rispetto della regola del debito pubblico del Patto di stabilità e crescita per l’anno 2018.

“La correzione apportata alle stime tendenziali relative all’esercizio in corso deriva dal favorevole andamento di alcuni aggregati di entrata e di spesa e non da innovazioni normative tali da determinare un inasprimento del prelievo fiscale e contributivo o una riduzione degli stanziamenti già previsti per il finanziamento di servizi e politiche pubbliche in favore dei cittadini”, spiega Tria.

Il 5 giugno 2019 la Commissione europea ha pubblicato una relazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), per esaminare la conformità dell’Italia nel 2018 alla regola del debito pubblico. Tale relazione costituisce la prima fase della procedura per i disavanzi eccessivi. Alla luce dell’esame di tutti i fattori significativi, la relazione conclude che il criterio del debito, come definito nel TFUE e nel regolamento (CE) n. 1467/1997, debba considerarsi come non rispettato e che, pertanto, una procedura per i disavanzi eccessivi basata sul debito sia giustificata.

Nell’ambito della negoziazione avviata dalla relazione, il Governo italiano ha proposto, in una lettera trasmessa alla Commissione europea il 2 luglio 2019, di adottare con la legge di assestamento del 2019 una serie di misure che comporteranno una correzione del saldo di bilancio pari a 7,6 miliardi di euro (0,42% del PIL) in termini nominali, corrispondente a 8,2 miliardi di euro (0,45% del PIL) in termini strutturali.

“Le variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento di Bilancio determinano un miglioramento delle stime di saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato per il 2019 pari a 1,9 miliardi in termini di competenza e 3,4 miliardi in termini di cassa. A queste variazioni, corrisponde un miglioramento dell’indebitamento netto di 5,6 miliardi di euro, cui si aggiungono le risorse addizionali, pari a 0,5 miliardi, che derivano dal più favorevole andamento di alcune voci non comprese nel disegno di legge di assestamento poiché fuori dal perimetro del bilancio dello Stato. Queste risorse, in particolare, originano dai maggiori introiti (650 milioni) derivanti dalle aste di assegnazione delle quote di emissione e dalle maggiori entrate per flussi UE (250 milioni), in parte compensate dalle maggiori spese correnti rilevate nel comparto delle amministrazioni locali. Complessivamente, il miglioramento dell’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche derivante dalle variazioni apportate con il disegno di legge di assestamento e dalle ulteriori risorse addizionali ammonta a 6,1 miliardi.

Guardando alla composizione delle variazioni apportate all’esercizio 2019, le entrate delle Amministrazioni Pubbliche registrano un miglioramento delle stime, rispetto al DEF, pari a circa 2,5 miliardi sia per le entrate tributarie (comprensive delle entrate del gioco del lotto per 475 milioni al lordo delle vincite e degli aggi) sia per quelle extra-tributarie. Quest’ultima categoria comprende i maggiori utili di gestione della Banca d’Italia per 1,7 miliardi (che si aggiungono ai 4 miliardi già inclusi nelle previsioni del DEF) e i maggiori dividendi versati dalle società pubbliche per 1,4 miliardi (che si aggiungono agli 1,8 miliardi già considerati nel DEF)”, conclude il ministro delle Finanze.

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