«I saldi sono stati avviati 20 giorni fa ma la ripresa del commercio non c’è. Nemmeno in minima percentuale come si sperava. La crisi economica per la pandemia da covid, insieme con la confusione delle zone gialle, arancioni, non invita a comprare in alcun settore ed in particolare nell’abbigliamento».

Così il presidente di Confcommercio Trani, Mino Acquaviva che parla di «una perdita del 30% nelle vendite con saldi. Sono sempre di più le saracinesche che restano abbassate e che non si rialzeranno almeno sino a che questa crisi non passerà o ci saranno migliori garanzie. Al contrario di quello che i governanti nazionali pensano, l’economia non si riprenderà con il cashback o la lotteria degli scontrini. Ne sono convinti tutti i negozianti. E’ una contraddizione perché da un lato l’iniziativa dovrebbe aumentare i consumi e le vendite, dall’altro manca, per via delle restrizioni da covid, la possibilità di alimentare i consumi stessi. La maggioranza dei negozianti è già dotato di registratori di cassa adatti. Il cashback, avviato, prevede l’uso della carta di credito con costi di commissione per commercianti. E non serve anche perché a sorteggio come lo sarà la lotteria degli scontrini. E’ una iniziativa in cui il vantaggio è solo di chi gestisce le carte di credito ovvero delle banche. Non sarebbe un aiuto alle vendite. Abbiamo bisogno, avendo i registratori di cassa collegati all’Agenzia delle Entrate, che sa perfettamente quanto incassiamo, di ristorare il mancante. Basterebbe premiare chi è stato sempre diligente nel dichiarare i redditi fiscali. E’ sufficiente fare un raffronto tra gli incassi dal 2018, 2019 al 2020. Intanto però si continua a chiudere e a licenziare. E non è escluso che proprio nelle prossime settimane il livello di disoccupazione nel commercio possa aumentare ulteriormente visto che da più parti si sente dire che è in programma “il blocco dei licenziamenti a marzo”. Insomma bisogna intervenire, presto e subito, o l’economia continuerà a non girare», conclude.