Ippica dimenticata anche nell’ultimo DCPM, non è infatti stata citata né tra i settori agricoli, né tra quelli sportivi o di spettacolo. Al momento non c’è una data imminente o futura per la ripresa a porte chiuse delle corse negli ippodromi.

Una situazione “vergognosa”, la definisce Antonio Somma, promotore e portavoce del “Comitato per la gestione emergenza Covid settore ippico”, che ha inviato una comunicazione urgente al ministro Bellanova.

“Grazie a voi tutti – scrive Somma – siamo diventati “invisibili”, continuate ad ignorarci, siamo una filiera produttiva, generiamo oltre 4 miliardi di pil e da noi dipendono oltre 35.000 famiglie. Dovete assumervi le responsabilità politiche e tecniche per la ripresa delle corse a porte chiuse. Siamo l’unico comparto produttivo che non conosce le sorti della propria filiera. Vi informiamo che giovedì 21 maggio, manifesteremo in tutti i capoluoghi d’Italia”.

Come riporta ilmattino.it intanto molti proprietari, vista la situazione italiana, già hanno trasferito (o stanno per farlo) i loro campioni all’estero: per il trotto soprattutto nel Nord Europa (dove le corse non si sono mai fermate) e per il galoppo in Francia dove gli ippodromi sono tornati in attività già da una settimana.