La Regione Sardegna sta per varare, gia’ questa settimana, una legge regionale per prevenire e contrastare la dipendenza da gioco d’azzardo. Martedi’ prossimo alle 11, alla ripresa dei lavori dopo la pausa natalizia, il Consiglio regionale esaminera’ un testo unificato su, sintesi di tre proposte di legge, approvato all’unanimita’ dalla commissione Sanita’ il 27 novembre. Relatrice in Aula sara’ la consigliera del Pd Daniela Forma.

Tra le novita’ il logo Slot free-Regione Sardegna, che sara’ rilasciato dalla Regione – secondo la proposta – “agli esercenti di esercizi commerciali, ai gestori dei circoli privati e di altri luoghi deputati all’intrattenimento, che non hanno nel proprio esercizio le apparecchiature per il gioco d’azzardo”.

I Comuni – che tramite il Cal hanno sollecitato un fondo ad hoc per aiutarli a far rispettare le norme di loro competenza – potranno prevedere per i titolari di esercizi che rimuovono o che rinunciano all’istallazione di apparecchiature per il gioco d’azzardo lecito, agevolazioni (perenni o una tantum) sui tributi comunali (Imu, Tasi, Cosap e altri eventuali).

Il provvedimento prevede che la Regione si doti di un Piano annuale sul gioco d’azzardo patologico, da aggiornare ogni due anni, e istituisca un Osservatorio regionale del disturbo da gioco d’azzardo, con funzioni di monitoraggio del fenomeno e cabina di regia.

Il testo include, inoltre, campagne di prevenzione e informazione, rivolte soprattutto ai soggetti piu’ deboli e ai minori, e l’istituzione di una Giornata regionale contro il Disturbo da gioco d’azzardo, per sensibilizzare l’opinione pubblica regionale sui rischi correlati al gioco: sara’ finanziata con 70 mila euro l’anno per il 2019 e il 2020.

Nel 2019, per finanziare le altre attivita’ previste dalla proposta di legge, e’ ipotizzata una spesa complessiva di 80 mila euro, somma che sara’ dimezzata per ciascuno dei due anni successivi. Un articolo del testo, inoltre, prevede il divieto di collocare apparecchi per il gioco d’azzardo lecito in locali posti entro i 500 metri da scuole, chiese, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali sanitarie o sociosanitarie, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori. Le sanzioni per chi trasgredisce vanno da 2.500 euro a 8.000 euro.

Commenta su Facebook