“Sussistono, inoltre, incertezze sulle modalità di determinazione dei redditi da attribuire alla stabile organizzazione, tenuto conto che gli attuali criteri di misurazione della capacità di produrre ricchezza, quali le funzioni svolte, i rischi assunti e i beni materiali e immateriali impiegati nel territorio dello stato, mal si conciliano con attività economiche interamente dematerializzate. Per ovviare a queste criticità, potrebbe essere valutata, al pari di quanto già avviene nel settore della raccolta delle scommesse da parte di imprese estere tramite un gestore residente, l’introduzione di una presunzione legale relativa di “presenza significativa”, al superamento di certi parametri di attività e volume di affari in ambito “digitale”. In particolare potrebbe essere prevista un’apposita procedura, in contraddittorio con l’amministrazione finanziaria, che, salvaguardando le previsioni convenzionali e senza eccessivi oneri per il contribuente, consenta di individuare le stabili organizzazioni “virtuali” e, soprattutto, i parametri di attribuzione ad esse del reddito tassabile in italia”.

E’ quanto si legge nella memoria del comandante generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, rilasciata nell’ambito dell’audizione nelle Commissioni Finanze riunite di Camera e Senato sull’“Indagine conoscitiva sulla riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e altri aspetti del sistema tributario”.