La Lega ritira la proposta di legge 56 sul gioco legale e mantiene, all’esame delle Commissioni, la proposta 99, più articolata della precedente.

È quanto emerso oggi nel corso della seduta congiunta delle Commissioni Sanità, Attività produttive e Legalità, dove si sono svolte le prime determinazioni in merito alle Pdl di modifica della legge regionale 9/2016 sulla prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico. Si tratta, in particolare delle proposte di legge 53, presentata dal M5s, e 56 e 99, presentate dalla Lega.

In apertura di seduta, presieduta dal presidente della Commissione Sanità, il primo firmatario della proposta di legge 56 (Lega) ha appunto annunciato l’intenzione di ritirare il provvedimento e, quindi, la discussione procederà sulle proposte 53 e 99.

Luv e M5s hanno sottolineato la necessità, prima di audire le associazioni interessate sulla proposta di legge 99 (dal momento che la proposta 53 è già stata oggetto di audizioni), che siano ascoltati funzionari dell’Assessorato alla Sanità, operatori delle Asl e rappresentanti dell’Ires sulla diffusione del gioco d’azzardo patologico e sulle ricadute dell’attuale legge sull’occupazione e che il Comitato per la qualità della normazione e la valutazione delle politiche aggiorni le Commissioni sulle clausole valutative dell’attuale legge per disporre di una “fotografia” quanto più possibile aggiornata della realtà.

Per quanto riguarda la designazione dei relatori dei due provvedimenti, per la proposta di legge 53 saranno correlatori – con il primo firmatario del M5s – esponenti di Luv, Pd e Moderati e controrelatore il primo firmatario della proposta di legge 99 (Lega).

Per la proposta di legge 99, invece, sarà relatore di maggioranza il primo firmatario del provvedimento (Lega) e relatori di minoranza il primo firmatario della proposta di legge 53 (M5s) ed esponenti di Luv, Pd e Moderati.

Nel testo della nuova proposta di legge della Lega si legge “le nuove autorizzazioni all’esercizio non vengono concesse nel caso di ubicazioni in un raggio inferiore a 250 metri, misurati per la distanza pedonale più breve su suolo pubblico, da istituti scolastici primari e secondari, università, biblioteche pubbliche, strutture sanitarie e ospedaliere. Restano valide le autorizzazioni comunque concesse prima della data di entrata in vigore della presente disposizione”.

Inoltre “ai fini della presente legge per nuova autorizzazione si intende l’installazione di apparecchi aggiuntivi, esclusa la sostituzione di apparecchi esistenti. L’ampliamento dei locali superiore al 75 per cento della superficie esistente o il trasferimento dell’attività in altro locale è equiparato a nuova apertura. Non rientrano nei casi di cui al presente comma, per gli esercizi già esistenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, le ipotesi di variazioni della titolarità di esercizi, di variazioni del concessionario o della nomina di nuovo rappresentante legale”.

E ancora: “A partire dal 1 gennaio 2021: a) non è consentita l’installazione e/o la presenza di apparecchi per il gioco di cui all’articolo 10, comma 6, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al r.d. 773/1931 , negli esercizi di dimensione inferiore ai 20 metri quadri di superficie calpestabile aventi attività principale diversa dalla gestione, commercializzazione e/o somministrazione di giochi, comunque denominati, che prevedano vincite in denaro; b) negli esercizi di cui alla precedente lettera a), con superficie calpestabile non inferiore ai 20 metri quadri e non superiore ai 50 metri quadri, non è consentita l’installazione di più di due apparecchi di cui all’ articolo 110, comma 6, del r.d. 773/1931; negli esercizi di dimensione superiore a 50 metri quadri il numero degli apparecchi può aumentare di una unità per ogni 25 metri quadri ulteriori di superficie, fino a un massimo di sei apparecchi; c) in tutti gli esercizi commerciali di cui alla precedente lettera a), gli apparecchi di cui all’ articolo 110, comma 6, del r.d. 773/1931, sono collocati in ambienti architettonicamente separati dalle aree destinate all’attività principale dell’esercizio, anche mediante pannelli amovibili; la superficie complessiva di tali ambienti non può essere superiore a quella dedicata all’attività principale dell’esercizio; i comuni nell’ambito dei propri regolamenti o strumenti di pianificazione prevedono gli elementi architettonici necessari a rendere effettiva la separazione tra gli ambienti dedicati al gioco e quelli dedicati all’attività prevalente dell’esercizio; d) è consentito esporre al pubblico in bar, tabaccai, ristoranti e negli esercizi a questi assimilati, biglietti o tagliandi di lotterie nazionali a estrazione istantanea, comunque denominati, esclusivamente in appositi e delimitati spazi che non superino il 30 per cento della superficie espositiva totale. Con provvedimento della Giunta regionale sono determinati i criteri e le modalità di attuazione di quanto stabilito nella presente lettera d)”.