Il compromesso a quanto pare sarebbe stato trovato. Ieri, come sappiamo, c’è stato un verice tra i rappresentanti della maggioranza del Consiglio Regionale del Piemonte con il presidente Alberto Cirio.

Secondo quanto riferisce il quotidiano Lo Spiffero è stato proprio il governatore a indicare la strada per superare la fase di impasse, ridimensionando quello che è stato definito dalle minoranze come un colpo di spugna sulla legge contro la ludopatia, approvata nella passata legislatura.

Tra le ipotesi, secondo quanto riferisce la stessa fonte: limitazione del distanziometro e modifiche alla lista dei luoghi sensibili (si aggiungerebbero gli uffici postali e si toglierebbero luoghi di culto, impianti sportivi e stazioni ferroviarie), slot solo nelle tabaccherie e non nei bar, potestà ai Comuni di regolare gli orari di gioco e l’introduzione, caldeggiata da Fratelli d’Italia, del tesserino del giocatore che consenta a ogni individuo un numero ben definito di giocate.

Rimane in piedi l’ulteriore proroga dei termini in cui scattano le limitazioni previste dalle norme introdotte cinque anni fa, richiesta da Forza Italia.

E proprio da Forza Italia sarebbe arrivata la prima riserva sull’annullamento del distanziometro. “Allo stato attuale, con tutti gli emendamenti ostruzionistici delle minoranze, non riusciremmo a portare a casa la norma prima di cento giorni” ha sentenziato il presidente di Palazzo Lascaris Stefano Allasia. “Impossibile tenere bloccato per più di tre mesi il Consiglio, in piena pandemia”. Il compito di trattare con le opposizioni è toccato al vicepresidente della Regione Fabio Carosso, che oggi tenterà un primo approccio per capire se centrosinistra e M5S siano disposti a scendere dalle barricate in cambio di un annacquamento della norma, scrive il quotidiano.

FdI ha già fatto sapere che non intende votare nessun provvedimento che depotenzi la legge in vigore. La massima concessione possibile è quella di astenersi dalla votazione, evitando di esprimersi contro. Forza Italia è divisa: il compromesso di Cirio potrebbe assicurare, oltre al voto del governatore, anche quello di Alessandra Biletta (e quello scontato dell’assessore Andrea Tronzano), mentre il capogruppo Ruzzola e il collega Carlo Riva Vercellotti sembrano più difficili da convincere.

In definitiva le possibili modifiche al testo della pdl in votazione potrebbero essere sintetizzate così:

  •  la non retroattività delle distanze minime per gli esercizi specializzati (sale giochi e tabaccherie). Esclusi quindi i bar, che sarebbero obbligati a rimanere senza apparecchi dal 20 maggio
  • distanza minima ridotta a 400 metri (Comuni sopra i 5mila abitanti) e 250 metri (Comuni sotto i 5mila abitanti).
  • obbligo introduzione codice fiscale o tessera sanitaria per l’accesso alle slot
  • maggiori risosorse per contrasto GAP
  • riconoscimento potere dei Comuni di introdurre limitazioni.