svizzera
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(Jamma) – “Il prossimo 10 giugno il popolo svizzero sarà chiamato alle urne per esprimersi sulla Legge federale sui giochi in denaro (LGD). In precedenza, nel 2012, la popolazione aveva accolto l’introduzione del principio costituzionale secondo cui il mercato dei giochi in denaro è disciplinato e controllato dallo Stato.

Accettando questa modifica il popolo non aveva tuttavia l’intenzione di introdurre alcune delle nefaste misure ora proposte. Ad esempio il blocco dei siti esteri di offerte di gioco online. Questa censura rappresenta un’inaccettabile ingerenza nella Libertà economica e d’informazione. Tanto più considerato il fatto che il nostro paese si fonda sul principio di una libera economia (art. 94 della Costituzione federale), largamente integrata a livello internazionale”.

E’ quanto dichiarato a ‘Ticinonline’ da Kevin Sala, Consigliere comunale PLR a Personico.

“Un tale blocco di rete mina il libero accesso ad Internet e nuoce alla stessa piazza economica svizzera. Così facendo, il Parlamento rischia di creare un precedente molto pericoloso e preoccupante. Infatti per la prima volta un mercato legale, per quanto delicato, verrebbe sottoposto alla censura statale.

In futuro anche altri settori potrebbero pretendere ingerenze simili nella libertà d’accesso ad Internet, con lo scopo di mettere fuori gioco la concorrenza estera o interna. Nel nostro Paese misure censorie eccessivamente protezionistiche sulla falsa riga di nazioni quali Cina e Corea del Nord sono del tutto fuori luogo. Ci renderebbero meno attrattivi proprio per le aziende attive nell’ambito della quarta rivoluzione industriale.

Se la volontà di proteggere i giocatori patologici è incontestata, i mezzi proposti sono inadeguati. Questa Legge va invece a proteggere sicuramente meglio la lobby dei casinò. Denotando tuttavia un certo analfabetismo digitale. Infatti, qualsiasi giocatore d’azzardo online riuscirebbe ad aggirare facilmente questi blocchi per accedere alla miglior offerta disponibile.

Auspicabile sarebbe piuttosto una regolamentazione dei fornitori di giochi online esteri, la quale ha permesso in altri paesi europei la riduzione del mercato nero a meno del 5%.

Ciò non solo non avrebbe conseguenze per l’AVS, e men che meno per i fondi di utilità pubblica a favore di sport e cultura (pocihé già monopolio dei Cantoni che non viene messo in discussione), ma determinerebbe un aumento delle entrate grazie alla vendita di concessioni agli offerenti disposti a sottostare alla legislazione svizzera.

Altrimenti gli utenti si troverebbero in una situazione illegale, che non permetterebbe loro né di poter beneficiare delle misure volte alla protezione dei giocatori, né di dichiarare al fisco eventuali vincite. Le casse della Confederazione ci perderebbero un’altra volta. Ma la misura più in contrasto con gli obiettivi della Legge rimane la prevista esenzione da imposta dalle vincite che sarà portata dagli attuali 1’000 franchi fino ad 1 Mio. di franchi! Un ulteriore ammanco per lo Stato che di certo non dissuade la popolazione dai giochi in denaro.

La legge in votazione non regola adeguatamente i giochi in denaro anteponendo invece gli interessi dei Casinò svizzeri. La libertà su internet e l’interesse di tutta la collettività subiscono invece i danni della censura.

No a questa Legge sui giochi in denaro: una legge diversa è possibile!” ha concluso Sala.

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