“Per il 2020 i dati sulle imposte dirette danno conferma di un ammontare complessivo pari a circa 252,57mld di euro, sostanzialmente in linea con quanto riscosso nel 2019 (+23 mln; le principali componenti di questo aggregato hanno scontato un decremento nel confronto annuo. Ad esclusione di alcune categorie (ossia le imposte sostitutive sui redditi da capitale, sulle plusvalenze e sul valore dell’attivo dei fondi pensione cui corrisponde un incremento del relativo gettito grazie alle performance positive del 2019 dei mercati e delle forme pensionistiche complementari) le evidenze danno conferma delle seguenti dinamiche negative. L’IRPEF registra un valore pari a -2,2% (– 4,2 mln) per effetto del calo delle ritenute dei redditi da lavoro dipendente nel settore privato (imputabile al ricorso alla cassa integrazione guadagni), delle ritenute sui redditi da lavoro autonomo e dei versamenti da autoliquidazione. A ciò si contrappone il modesto aumento delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+4,1%), in parte spiegabile dalla dinamica della relativa componente che riguarda specificatamente le ritenute sulla cassa integrazione corrisposta ai dipendenti privati”. E’ quanto si legge nella memoria rilasciata dal CNEL (Consiglio Nazionale Economia e Lavoro) per l’audizione preliminare presso le Commissioni Bilancio congiunte del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati concernente l’esame della Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza presentato dal Governo.

“Il gettito dell’imposta sostitutiva sui redditi, le ritenute sugli interessi e su altri redditi di capitale hanno scontato un calo complessivamente limitato. Sul fronte delle imposte indirette i dati confermano un introito complessivo di circa 194,2 mln dovuto a un andamento negativo che si sintetizza in una contrazione complessiva annua del -11,5% (25,2 mln di euro). L’analisi delle componenti mostra come – al netto della sola eccezione del contributo positivo dell’imposta di bollo (+2,4%) – tutti i principali tributi abbiamo scontato un calo tendenziale: l’IVA (-9,7% soprattutto per le parti legate al prelievo sugli scambi interni e sulle importazioni), le imposte sulle assicurazioni (-11,2%), le imposte sulle transazioni) e, infine, le accise (sui prodotti energetici,-16,4%; sul gas naturale per combustione,-14,7%; sui gas incondensabili, -17,2%; sull’energia elettrica e addizionali, -1,9%). Anche per le rimanenti tipologie di entrata tributaria – entrate da giochi e da accertamento e controllo – si osserva una variazione tendenziale negativa; le prime scontano un calo di circa 5,1 mln di euro (-32,6%) e le seconde di 4,5 mln (-33,5%). Per queste ultime si ricorda la sospensione e/o il rinvio dei termini di versamento delle entrate tributarie ed extratributarie derivanti sia dalle cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione nella primavera del 2020 sia dagli avvisi di addebito o accertamento affidati all’agente della riscossione”.

E ancora: “I dati MEF sulle entrate tributarie e contributive mostrano come nella prima parte del 2021 il gettito complessivo sia aumentato nel confronto tendenziale di 32,4 mln (+8,8%), per effetto della crescita delle entrate tributarie (24,2 mln di euro, +10%) e di quelle contributive (8,2 mln di euro, +6,4%). La performance positiva è dovuta ancora una volta all’eccezionalità del 2020: riduzioni, sospensioni e i rinvii delle scadenze previste, sospensioni dei termini di pagamento delle somme dovute per cartelle di pagamento già emesse, degli avvisi di accertamento e delle attività di notifica di nuove cartelle e degli altri atti di riscossione. Le stesse misure spiegano l’andamento negativo degli incassi legati alle attività di accertamento e controllo, il cui gettito (4,3 mln) sconta una contrazione dell’11,4%. La contrazione è più intensa per le imposte indirette. Secondo la tipologia, il gettito delle imposte contabilizzate al bilancio dello Stato registra la crescita più sostenuta (26,5 mln, +11,5%), seguito da quello degli Enti territoriali (1,7 mln, +6,8%); entrambe compensano il calo degli incassi derivanti dalle attività di accertamento /controllo (551 mln, -11,4%) e la componente legata alle poste correttive e in compensazione (+18,4%).

L’ulteriore disaggregazione dei tributi in termini di competenza giuridica mostra come nei primi sette mesi del 2021 le entrate legate alle imposte dirette e indirette o legate agli enti territoriali siano complessivamente cresciute. In particolare: Irpef (+6,5%, a causa dell’aumento delle relative ritenute); Iva (+27,7%, per effetto della componente relativa agli scambi interni e al prelievo sulle importazioni); imposta di registro (+43,9%); accise sui prodotti energetici (+22,4%); entrate di lotto, lotterie e le altre attività di gioco (+20,2% e soprattutto per il forte incremento del gioco del lotto); Irap (+6,6%) e gettito collegato ai tributi locali (Imu +9,8%); imposta sostitutiva sui redditi, sugli interessi e sugli altri redditi da capitale (+14,2); ritenute sugli utili distribuite dalle persone giuridiche (+64,8%). Sconta una contrazione del gettito la Tasi (-2,6%) e l’Ires (-32,5%); tale calo include anche gli effetti delle novazioni normative che hanno disallineato tra il 2020 e il 2021 le scadenze per i versamenti”.