«La legge regionale sul gioco d’azzardo era nata anche dall’impegno della città di Ivrea, che aveva votato nel proprio consiglio comunale una proposta di un disegno legge poi confluita nella sua versione definitiva». Dura presa di posizione del circolo Pd di Ivrea sulle modifiche che la Regione Piemonte vuole apportare alla legge. L’obiettivo della maggioranza a Palazzo Lascaris è di fatto quello di ridimensionare i limiti imposti dalla normativa vigente. Nel mirino il cosiddetto distanziometro, misura che impone una distanza minima tra le attività dotate di macchinette e alcuni luoghi sensibili (come scuole, strutture sanitarie, negozi di compro oro). La giunta vorrebbe ora eliminarne l’effetto retroattivo, permettendo ai locali di ripristinare le slot machine di cui si erano dotati prima dell’approvazione della legge.

«Ora quella legge è gravemente messa in pericolo e per questo motivo ci sentiamo in dovere di difenderla in ogni sede – spiega il segretario del Pd Luca Spitale -. Purtroppo è stata richiamata in aula la proposta di legge Leone (Lega) che abroga la Lr 9/2016 sul contrasto al gioco d’azzardo patologico. La proposta di legge Leone sul GAP doveva passare prima in commissione, per dar modo di effettuare le audizioni esterne. Invece Cirio e la sua maggioranza, per rispondere alle pressioni delle lobby dell’azzardo, hanno richiamato il testo in aula già a partire da mercoledì 14 aprile».

Questo significa che associazioni e realtà del territorio non saranno quindi ascoltate in commissione. «Lo studio di Ires Piemonte di inizio 2021 ha confermato che la Lr 9/2016 sul GAP in Piemonte ha contribuito a diminuire il gioco fisico, le somme giocate e i soldi persi dai piemontesi – aggiunge Spitale -. C’è anche stata una riduzione dei casi presi in carico dai servizi per le dipendenze e un aumento del gioco online inferiore a quello del resto del paese. Eppure la destra vuole cancellare questa legge».

«Noi del Pd di Ivrea, attraverso i nostri consiglieri porteremo il problema, come ordine del giorno nel prossimo consiglio – conclude Spitale -. Speriamo, intanto, che da tutti i territori arrivino segnali di protesta anche da parte della società civile».