“Per fortuna il parlamento ha deciso di istituire una Commissione d’inchiesta per cercare di dare il via a un percorso di ripresa del settore. Oggi siamo arrivati all’eccesso, la demagogia spesso prevale. Questo è un errore che non va fatto, la politica non può approcciarsi al gioco con pensieri precostituiti. Serve un approccio laico. I problemi ci sono, sia per i lavoratori che per le patologie. Gli operatori del comparto durante la pandemia sono tra quelli che più hanno risentito del lockdown e meno hanno avuto il conforto delle istituzioni. Voi siete coloro che dovranno assumersi un ruolo ancora più importante, ossia quello di tutela dalle ludopatie. Chi più di voi può farlo? Il vero imprenditore non vuole le patologie o le degenerazioni. La politica dovrà controllare questi fenomeni e porre voi al centro di questo percorso, rendendovi i primi alleati nella lotta alle ludopatie. Questo è un settore in cui c’è un accavallamento di norme eccessivo. Le competenze devono essere ben definite. Mi auguro che la riforma su cui sta lavorando la politica possa concludersi in questa legislatura, ma dubito che ce la faremo. Serve una nuova regolamentazione e vanno eliminate le distorsioni. Ci sono territori dove sono andate perse centinaia di imprese. Ci sono state scelte assurde senza un senso razionale, penso ai distanziometri. Vanno tutelate le piccole e medie imprese italiane, altrimenti c’è il rischio che tra qualche anno nel settore del gioco, e non solo, ci si ritrovi totalmente nelle mani di players stranieri”.

Lo ha detto il senatore di FdI e segretario della Commissione parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico, Andrea de Bertoldi (nella foto), intervenendo alla prima tappa del tour “Lottomatica Talks” sul tema della responsabilità e della tutela dei consumatori, tenutasi presso la Camera di Commercio di Trento.