“Il gioco d’azzardo patologico rappresenta la terza forma di dipendenza dopo quella da fumo e alcol. Parliamo di un fenomeno di dimensione impressionante che anche a Livorno porta intere famiglie sul lastrico e che con questo regolamento saremo capaci di arginare, sfruttando finalmente a pieno il meccanismo del distanziometro previsto dalla normativa regionale” così Paola Baldari, assessora al commercio del Comune di Livorno, durante il dibattito in aula che ha anticipato l’approvazione definitiva e all’unanimità del “Regolamento per la disciplina delle attività delle sale gioco e l’installazione e gestione degli apparecchi di intrattenimento con vincita in denaro”.

Tante le novità incluse nei 19 articoli del testo approvato dal Consiglio comunale con alcuni emendamenti.

A tutela della salute pubblica il Sindaco potrà regolare con apposita ordinanza gli orari d’apertura delle sale gioco e le fasce orarie di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro. A tal proposito l’amministrazione acquisirà periodicamente dalla Azienda USL i dati sull’incidenza del gioco d’azzardo patologico nel territorio comunale. Saranno inserite inoltre delle restrizioni alla rete wi-fi del Comune per impedire l’accesso ai siti web di gioco online e l’amministrazione parteciperà ai progetti regionali di contrasto alla ludopatia e svolgerà attività di prevenzione e formazione, soprattutto improntata ai minori.

Gli esercenti interessati a posizionare slot – si legge su livornopress.it – dovranno comunicare al Comune le caratteristiche e la collocazione, permettendo all’amministrazione la verifica delle distanze e l’eventuale rifiuto dell’autorizzazione in caso di non rispondenza ai requisiti elencati nel regolamento. Tra questi anche l’avere uno spazio dedicato agli apparecchi per il gioco d’azzardo non inferiore a 50 mq.

Centri scommesse e spazi gioco con apparecchi con vincita in denaro non potranno essere aperti o trasferiti a meno di 500 metri dai seguenti luoghi sensibili: scuole, di ogni ordine e grado incluse quelle dell’infanzia, luoghi di culto, centri socio-ricreativi e sportivi, rsa, banche, sportelli bancomat e i c.d. “compro oro”. Il divieto riguarderà anche centri e spazi già autorizzati, per ogni nuovo apparecchio, escluso il caso di sostituzione degli apparecchi guasti o non rispondenti ai criteri di aggiornamento normativo previsti dalla legge 145/2018.

Il Comune verificherà il rispetto degli impegni assunti dai titolari dei locali che, rifiutando di ospitare apparecchi con vincita in denaro, possono apporre la vetrofania, o altro supporto, col logo “No slot”, come da normativa regionale. In caso di violazione dell’impegno, sarà l’amministrazione a rimuovere ogni riferimento al logo presente nel locale.