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(Jamma) Nessun ‘buco’ alle entrate erariali come effetto della riduzione del numero degli apparecchi da intrattenimento a vincita previsto dalla ‘manovrina’ così come dall’accordo Stato e Enti locali su riordino del settore giochi. E’ quanto fa sapere il Ministero delle Finanze attraverso il vice-ministro Casero in risposta alla interrogazione parlamentare presentata oggi dell’onorevole Laffranco (FI) in Commissione Finanze e che Jamma.it ha potuto visionare.

nella interrogazione si chiede “di conoscere le stime del minor gettito derivante dal progetto di riordino dei giochi pubblici, così come definito dall’ ìntesa siglata in Conferenza Unificata tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali, e quali misure il Governo intenda adottare per la copertura finanziaria delle minori entrate previste.

A tale proposito l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli riferisce che :

In coerenza con questa impostazione la Conferenza Unificata ha avviato, il 5 maggio 2016, il
confronto sulla regolazione del settore dei giochi e, dopo una serie di incontri, verifiche e
approfondimenti, nella seduta del 7 settembre 2017 stata siglata l’intesa tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali sul documento concernente le caratteristiche dei punti di raccolta del gioco pubblico.

Nella interrogazione si afferma che “dall’applicazione dell’intesa deriverebbero circa 2.8 miliardi di euro di minori entrate, computando tra esse anche 500 milioni di euro derivanti dalla riduzione derivanti dalla riduzione delle A WP, prevista ai sensi dell’articolo 6-bis, comma I del decreto legge n. 50 del 24 aprile 2017, introdotto dalla legge di conversione 21 giugno 2017, n. 6 e dal decreto ministeriale 25 luglio 2017.

In base a tali norme, il numero delle A WP attualmente in esercizio, pari a circa 400.000,
saranno ridotte a 265.000. Detta disposizione, peraltro, anticipa quanto era stato già previsto dall’articolo 1, comma 943, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di stabilità per 2016).

Deve osservarsi, a tal proposito, che, in sede di stima degli effetti di tale ultima disposizione,
la Relazione Tecnica correlata al provvedimento originario ha rappresentato che tale riduzione non avrebbe comportato nel triennio successivo (quindi nel 2016, 2017, 2018) effetti sul gettito tenuto conto del fatto che il numero degli apparecchi residui possono comunque assorbire la domanda di gioco, soddisfatta tra l’atro, anche dalle VLT per le quali non è prevista una riduzione di numero.

D’altra parte si sottolinea “come la Relazione Tecnica a corredo dell’articolo 6-bis del
decreto legge n. 50 del 2017 evidenzia che detta norma non comporta oneri per lo Stato in quanto la riduzione del 30 % degli apparecchi di divertimento ed intrattenimento era già prevista dal citato articolo 1, comma 943 della legge 208 del 2015 e in quella sede erano stati calcolati gli effetti della riduzione stessa.

Per quanto concerne il riferimento alle leggi regionali e delle ordinanze comunali che
dispongono l’introduzione di limiti orari, previsione di distanze minime per gli apparecchi da
divertimento e i punti di gioco, è opportuno precisare che le leggi regionali citate non sono ancora operative e, prima della loro entrata in funzione, potrebbero anche essere oggetto di proroga, in ordine alla effettiva entrata in vigore, a seguito dell’accordo raggiunto tra Governo ed Enti locali.

Tale accordo, infatti, prevede espressamente che “le leggi regionali ed i regolamenti comunali si adegueranno” a quanto previsto nell’Accordo stesso.

Inoltre, alcune leggi regionali  produrranno effetti a partire dal 2019 e dal 2020, per cui non sarebbero comunque di competenza contabile per l’anno 2018.

Analogamente, non saranno operative nel 2018 alcune misure citate nella interrogazione , alle quali sono associate previsioni di minori entrate, come la riduzione dei punti vendita (che avverrà entro il 31.12.2020) e l’introduzione della tessera del giocatore”.

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