I deputati di Forza Italia Mule’, D’Attis, Ruggieri e D’Ettore sono firmatari di una interrogazione parlamentare con la quale chiedono al governo cosa intenda fare in merito al comportamento di alcune banche che, nel nome del loro codice etico, decidono di non avere rapporto con le aziende di gioco.
Di seguito il testo dell’interrogazione premesso che:
la filiera della raccolta del gioco legale di Stato mediante apparecchi per il gioco lecito con vincita in denaro di cui all’art. 110 comma 6 lett.a e b del TULPS, le cosiddette slot machine o newslot e le cosiddette Vlt (Videolotteryes), ha una regolamentazione fondata su una normativa molto articolata che si sostanzia nel TULPS, nei Decreti attuativi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e nelle norme contenute nella convenzione di concessione stipulata dai concessionari di rete;

la Convenzione di Concessione prevede che, per tutti i contratti stipulati, le Piccole e Medie Imprese che operano la raccolta del gioco di Stato prestino garanzia bancaria o assicurativa;
a questo si aggiunge l’obbligo di tracciabilità dei flussi (art12 comma 6 della Convenzione di Concessione) che obbliga all’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili e quindi ad avere a disposizione un conto corrente;

a tal proposito si segnala che le imprese in questione si vedono attualmente destinatarie di pratiche discriminatorie da parte della maggior parte degli istituti bancari (come riportato nell’interrogazione D’Attis 4/04526) che non di rado procedono a chiudere conti correnti o a non aprirne, anche ai dipendenti delle aziende, per non meglio precisate motivazioni etiche;

nelle ultime settimane quasi tutti gli istituti bancari e le compagnie assicurative stanno richiedendo la prestazione di garanzie collaterali del 100% per il rilascio o per il rinnovo delle fidejussioni. Tale onere, mai stato richiesto prima, viene sollecitato in un momento così delicato a tutte le aziende anche in assenza di ritardi di pagamento da parte delle stesse;
le imprese di gestione all’interno di detta filiera operano la raccolta, trasferiscono in banca le somme per poi versarle sul conto dal quale partono i bonifici per gli esercenti e vengono prelevate mediante Rid le somme di spettanza del concessionario e dell’Erario (il compenso del concessionario, il canone Adm ed il Preu, attualmente pari al 24% delle somme giocate);

le piccole e medie imprese di gestione hanno quindi necessità di disporre di un conto corrente bancario, anche in ossequio all’obbligo di tracciabilità dei flussi dell’atto di convenzione di concessione, pena il blocco degli apparecchi, la successiva segnalazione ad ADM e la risoluzione contrattuale da parte del Concessionario;
per ciò che concerne la richiesta di garanzie collaterali (del 100%) per il rilascio o il rinnovo delle fidejussioni tale richiesta rappresenta una vera e propria vessazione in quanto non è prevista da alcuna normativa e soprattutto in questo momento è un onere a cui le piccole e medie imprese del gioco pubblico non possono far fronte andando incontro al mancato rilascio della garanzia e conseguentemente al rischio di risoluzione contrattuale da parte del concessionario;

le imprese interessate dalle pratiche descritte sono insostituibili per il funzionamento della filiera del gioco pubblico, cosicché la loro messa a rischio rappresenta la messa a rischio di un presidio di legalità e di un introito erariale di quasi sette miliardi di Euro (dati da Libro Blu Adm 2019)-:
se il Governo ritiene che le banche o le compagnie assicurative possano discriminare i propri clienti in ordine all’attività commerciale loro svolta e quali iniziative intenda mettere in atto affinché tale discriminazione non sia più perpetrata;
se il Governo ritiene che per i motivi descritti possa essere messa a rischio l’esistenza di un settore che per l’anno 2019 ha garantito quasi sette miliardi di gettito erariale (dati libro blu Adm 2019);

quali iniziative il Governo intenda attuare al fine di evitare il proliferare dei fenomeni descritti che stanno mettendo a rischio la complessiva tenuta della filiera del gioco legale di Stato.