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(Jamma) – “La ludopatia, purtroppo, non è solo un preoccupante fenomeno sociale, ma è una vera e propria malattia e, come tutte le malattie, richiede un’adeguata prevenzione, cure appropriate e tutta una serie di provvedimenti da parte degli enti pubblici. Ma se a livello concettuale tutti conveniamo su questa impostazione, sul lato pratico il governo si pone in posizione antitetica: basti vedere il numero di licenze rilasciate come previsto dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, oltre a forme opinabili di pubblicità”.

Così in una nota Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale di Civici Ravenna.

“Occorre che i candidati locali al Parlamento facciano sentire la loro voce di protesta e di dissenso per queste decisioni assunte dai vari governi che si sono succeduti sul tema del gioco d’azzardo – prosegue Spadoni -. In questo senso appare paradossale e inaccettabile, infatti, assistere a decisioni simili, tese a consolidare il gioco finalizzato unicamente a introitare risorse per le casse pubbliche mettendo in secondo piano la salute e la dipendenza prodotta dalla ludopatia patologica. Si tratta di un approccio etico fortemente sbagliato e diseducativo, basato su discutibili provvedimenti ai limiti della legalità o che, comunque, sul piano morale, sono veramente biasimabili. Il legislatore pare non considerare con la dovuta attenzione il gioco che perde la sua caratteristica ludica – ricreativa per diventare patologia e in quanto tale, spinge le persone a giocare in modo compulsivo. Si vuole quasi fare passare sotto tono come tale patologia abbia assunto dimensioni di grande rilievo, oltre a registrare una spinta commerciale così forte in grado di produrre dipendenze comportamentali. Proprio per questo, nel momento in cui vi sono effetti negativi sulla salute vanno introdotti elementi chiari di ordinamento e di tutela: in quest’ottica il Piano della Regione contro la ludopatia assume una valenza molto positiva. Assieme a tale iniziativa regionale, tuttavia, andrebbero rinforzati i Sert, vale a dire i servizi dipendenze patologiche dell’AUsl, per fornire adeguate risposte al diffuso fenomeno del gioco d’azzardo, che inginocchia molte persone sul piano umano e sociale oltre ad avere riflessi pesanti sui bilanci di molte famiglie”.

Il consigliere ha indirizzato una lettera al presidente della provincia Michele de Pascale chiedendo, quale componente della Conferenza socio sanitaria territoriale dell’Usl della Romagna, di intervenire presso il Direttore generale dell’azienda sanitaria per “sollecitare azioni incisive di educazione e di prevenzione e cura della ludopatia. Inoltre la invito a rendersi interprete dell’imprescindibile esigenza di potenziare l’organico medico del citato Servizio dedicato alla prevenzione cura e riabilitazione delle persone con dipendenze”.

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