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(Jamma) Il Comune di Genova non intende di arretrare di un solo passo rispetto alla normativa sul gioco d’azzardo che imporre , a partire dal prossimo maggio, la revoca di moltissime autorizzazioni rilasciate per slot e sale giochi .

E’ quanto è stato confermato oggi ai rappresentanti del comparto degli apparecchi da intrattenimento nel corso di un incontro con gli amministratori del capoluogo ligure.

Malgrado i rappresentanti del Comune si siano subito mostrati non disponibili ad una possibile mediazione rispetto alla entrata in vigore delle norme , Raffale Curcio , presidente Sapar e Michele Galasso hanno ‘strappato’ all’assessore alle Politiche Sociali Emanuela Fracassi l’impegno ad attivare da subito un tavolo di confronto con gli operatori del settore.

Giovanni Toti, governatore della Regione Liguria, intanto non risparmia critiche al sindaco di Genova. “Mai avuto dubbi sulla volontà del sindaco Doria di desertificare il centro di Genova, volontà perseguita con grande determinazione” dice Toti “Forse l’unica cosa che gli è riuscita davvero bene: dalla legge anti movida con il coprifuoco nel centro storico, al mercatino di corso Quadrio, ai venditori e parcheggiatori abusivi che tengono in ostaggio le principali vie della città. La lotta alla ludopatia è una cosa seria, che Regione Liguria intende perseguire con determinazione e, proprio per questo, evitando atteggiamenti ideologici e massimalisti spesso portati avanti in questa regione. La legge che entrerebbe in vigore il prossimo maggio equipara ogni tipo di gioco: dalle slot machine ai più tradizionali concorsi della nostra storia. L’unico risultato sarebbe quello di far chiudere centinaia di piccoli esercizi e di aggiungere migliaia di nuovi disoccupati alla già drammatica situazione del lavoro che viviamo in Italia. Il tutto in assenza di un quadro normativo nazionale, visto che la Conferenza delle Regioni ha chiesto al Governo di rivedere il proprio provvedimento sulle ludopatie che non convinceva in modo bipartisan molte amministrazioni regionali. La Regione Liguria è pronta a sedersi al tavolo nel più breve tempo possibile per concordare con le associazioni di categoria, esperti del settore e amministrazioni comunali una legge efficace e non persecutoria. Quello che non possiamo consentire né a livello locale né nazionale è che si applichino solo norme che penalizzano i piccoli e agevolano i grandi, senza risolvere il problema ma, anzi, aggravando povertà e disagio sociale. Mettiamoci subito a lavorare ed evitiamo inutili polemiche”.

La Regione Liguria, seppur invitata, non ha partecipato stamani a Palazzo Tursi ai lavori di commissione del Consiglio comunale di Genova sulla ludopatia e l’applicazione del regolamento contro il dilagare del gioco d’azzardo. Un segnale politico nel giorno in cui il governatore Giovanni Toti e il sindaco Marco Doria si scontrano sulla proroga di un anno all’entrata in vigore della legge regionale sul gioco d’azzardo prevista il prossimo 2 maggio, che la Regione Liguria intende dare per salvare dalla chiusura numerose sale slot.
Durante i lavori gli operatori dei Sert genovesi hanno evidenziato come “la disponibilità e la diffusione del gioco d’azzardo sul territorio favoriscono le dipendenze, come è avvenuto con la cocaina, con l’eroina e con la cannabis”, facendo un paragone tra i 3.000 posti di lavoro che la regione Liguria intenderebbe salvare e l’amianto. “Come per l’Eternit, posti di lavoro o no, quando ci si accorge che qualcosa fa male, la società deve bonificare. – sottolineano gli operatori del Sert – Il gioco d’azzardo comporta per il giocatore problemi legali, familiari e di lavoro”.

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