“Di sicuro il modello Campione si è costituito ed è stato funzionale in anni in cui il Casinò aveva ben pochi concorrenti, per quel che concerne il gioco d’azzardo, e il cambio tra euro e franco svizzero era molto più favorevole.

Poi questi presupposti sono cambiati ma il Comune, che è proprietario della casa da gioco e nel frattempo era diventato anche socio unico, non ha saputo tenerne conto fino in fondo anche perché doveva far fronte alle proprie di spese”.

E’ quanto dichiarato in un’intervista a ilgiorno.it (Como) da Giorgio Zanzi, da fine settembre commissario a Campione d’Italia.

Il risultato è un debito di oltre 44 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti gli interessi maturati nel corso del 2018, che difficilmente qualcuno riuscirà mai a restituire alle casse comunali.

“Aspettiamo la nomina del commissario straordinario. C’è una procedura di fallimento aperta e noi siamo tra i principali creditori” ha aggiunto. Intanto lo Stato ha promesso 5 milioni di euro, almeno stando ai numeri inseriti in Finanziaria. “Per ora non ho ancora visto niente, speriamo arrivino presto”.

“Dipendiamo a tutti gli effetti dalla Svizzera, ma contrariamente a quel che dicono possono garantire che in questo periodo i servizi primari non sono venuti meno. Merito anche del fatto che finora la mobilità non si è ancora concretizzata e quindi il Comune sta lavorando a pieno organico, anche se va ricordato che i lavoratori dal febbraio scorso non percepiscono lo stipendio. È vero che alcuni tagli sono stati fatti, ma la coperta purtroppo è molto corta e dei servizi che erano garantiti in passato oggi non possono più esserlo” ha spiegato.