E’ in corso presso la sede dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna la manifestazione generale del gioco pubblico. La protesta è contro la mancata presa di posizione degli organi politici regionali sulla proroga alla legge giochi richiesta il 25 settembre 2019 con documento unitario presentato dalle sigle associative.

Gli operatori sono colpiti da una legge regionale (legge n.5 luglio 2013 e sue modifiche ed integrazioni) retroattiva che comporta la chiusura del 90% degli operatori attivi, questo facendo leva su un distanziometri di 500 metri da tutta una serie di luoghi sensibili comportando un palese effetto espulsivo del gioco dal territorio. Circostanza questa ultima che genera dei veri e propri espropri privi di naturale indennizzo.

Si rischia un danno occupazionale pari a circa 15.000 unità, ma anche un danno da gettito erariale statale, regionale, comunale. Da sottolineare inoltre i numerosissimi ricorsi pendenti in carico ai Comuni che si troverebbero a dover risarcire le categorie sopra citate ed anche il danno da mancato guadagno dei concessionari che hanno ottenuto titoli autorizzatori onerosi dallo stato.

L’iniziativa è promossa dalle seguenti associazioni: STS-FIT, UTIS, SAPAR, AS.TRO, AGISCO, RESCOGITANS.

Gli operatori hanno anche lanciato una petizione che può essere firmata qui

“E’ fondamentale che l’assemblea legislativa o la giunta regionale approvi una proroga degli effetti della norma, allinenadosi alla quasi totalità delle regioni che hanno prorogato in attesa di riforma statale organica o a quelle che non prevedono la retroattività dando in sostanza seguito all’accordo Stato-Regioni del settembre 2017 siglato anche dal presidente Stefano Bonaccini. Riteniamo pacifico il principio secondo cui la legge debba regolare per il futuro” fanno sapere i manifestanti.

A sostenere la protesta anche Ape Bologna – Confedilizia. “Impugneremo le delibere che danneggiano commercio e proprietà” commenta la Presidente Elisabetta Brunelli.

Ieri si è tenuto anche un incontro tra una rappresentanza dei manifestanti e membri della giunta regionale allo scopo di trovare una soluzione ma con esito negativo. Quella di oggi infatti sarà l’ultima riunione del Consiglio Regionale prima delle prossime elezioni. I manifestanti hanno tentato di intervenire sulla Assemblea con un ordine del giorno che impegnasse il consiglio a valutare una proroga ma l’Ufficio legale della Regione ha fatto sapere al primo firmatario dell’iniziativa, il Consigliere Michele Facci, che “nell’Aula dell’Assemblea, il 3 dicembre, non sono previste né risoluzioni né ordini del giorno”.

 

Manifestazione degli operatori dell’Emilia Romagna davanti alla sede del Consiglio Regionale Emilia Romagna

Gepostet von Jamma – Il Quotidiano del Gioco am Dienstag, 3. Dezember 2019