Per quanto riguarda il disegno di legge “Deleghe al Governo e altre disposizioni in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonché di semplificazione” le Commissioni competenti in sede consultiva si sono espresse nel modo seguente: I Commissione, parere favorevole; II Commissione, parere favorevole con osservazioni; IV Commissione, parere favorevole con osservazioni; VI Commissione, parere favorevole; VIII Commissione, parere favorevole; X Commissione, parere favorevole con condizioni; XI Commissione, parere favorevole; XII Commissione, parere favorevole con un’osservazione; XIV Commissione, parere favorevole; Commissione parlamentare per le questioni regionali, parere favorevole con condizioni.

La Commissione Bilancio ora esprimerà il proprio parere in Assemblea. La VII Commissione ha quindi deliberato di conferire al relatore, deputato Belotti, il mandato di riferire favorevolmente all’Assemblea; deliberando altresì di chiedere l’autorizzazione a riferire oralmente.

In particolare tra le osservazioni è stata richiesta una valutazione in merito alla possibilità che si verifichino effetti di minor gettito, nel caso in cui sia disposto (ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera e-bis)) il divieto di scommesse sulle partite di calcio delle società della Lega nazionale dilettanti. Ciò al fine di suffragare l’assunzione che il predetto criterio di delega possa essere attuato a condizioni di invarianza finanziaria, come previsto dalla clausola di neutralità riportata al comma 4 dello stesso articolo 1.

Il Comitato permanente della I Commissione, esaminato il disegno di legge C. 1603- bis, recante deleghe al Governo e altre disposizioni in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonché di semplificazione, come risultante dagli emendamenti approvati in sede referente dalla VII Commissione; rilevato, per quanto attiene al rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite, come il provvedimento si inquadri nell’ambito della materia « ordinamento sportivo », attribuita alla competenza legislativa concorrente ai sensi dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, materia che, nella lettura della Corte costituzionale (sentenza n. 424 del 2004), include la disciplina degli impianti e delle attrezzature sportive; evidenziato altresì come il provvedimento riguardi anche le materie « istruzione» (relativamente all’articolo 2), « professioni» (relativamente all’articolo 4), « governo del territorio » (relativamente agli articoli 12 e 14), « tutela della salute » (relativamente agli articoli 4 e 14), e « formazione professionale » (relativamente all’articolo 4), affidate dall’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, alla potestà legislativa concorrente, esprime

PARERE FAVOREVOLE con le seguenti osservazioni: a) con riferimento all’articolo 1, comma 1, lettera d), la quale, nell’ambito delle delega per l’adozione di uno o più decreti legislativi per il riordino del CONI e della disciplina di settore, prevede, come criterio di delega, la definizione degli ambiti di attività del CONI, delle federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva, dei gruppi sportivi militari, dei corpi civili dello Stato e delle associazioni benemerite e degli « organismi sportivi », valuti la Commissione di merito l’opportunità di chiarire a quali ulteriori soggetti faccia riferimento la previsione della definizione degli ambiti di attività « degli organismi sportivi », valutando in tale ambito l’opportunità di richiamare espressamente la società Sport e salute Spa, che non sembrerebbe rientrare propriamente nella definizione di « organismo sportivo »; b) con riferimento al criterio di delega di cui all’articolo 1, comma 1, lettera e-bis), la quale stabilisce la previsione di limitazioni e vincoli, compresa la possibilità di disporre il divieto di effettuare scommesse sulle partite di calcio delle società che militano nei campionati della Lega nazionale dilettanti, valuti la Commissione di merito l’opportunità di specificare il soggetto al quale si riferiscono le predette limitazioni e vincoli; c) con riferimento al criterio di delega di cui all’articolo 1, comma 1, lettera i), la quale prevede il riordino della disciplina in materia di limiti al rinnovo dei mandati degli organi del CONI e degli « enti di cui alla legge 11 gennaio 2018, n. 8 », valuti la Commissione di merito l’opportunità di chiarire se il riferimento agli enti di cui alla legge n. 8 del 2018 includa anche il Comitato italiano paralimpico, federazioni sportive paralimpiche, discipline sportive paralimpiche ed enti di promozione sportiva paralimpica; d) con riferimento al nuovo comma 6-bis dell’articolo 10 della legge n. 91 del 1981, introdotto dall’articolo 3-bis, il quale dispone, al primo periodo, che negli atti costitutivi delle società sportive professionistiche deve essere previsto un organo consultivo che provvede alla tutela degli interessi specifici dei tifosi ed esprime pareri obbligatori, ma non vincolanti, sulle questioni di loro interesse, valuti la Commissione di merito l’opportunità di rivedere la formulazione della previsione, atteso che la figura del « tifoso » non è definita dal punto di vista giuridico, né lo sono i suoi interessi, sostituendo a tal fine il termine « tifosi » con quello « abbonati »; e) valuti la Commissione di merito l’opportunità di prevedere l’acquisizione della previa intesa della Conferenza Unificata, oltre che sugli schemi di decreto legislativo adottati ai sensi della delega di cui all’articolo 12, anche sui decreti legislativi adottati ai sensi delle deleghe di cui agli articoli 1, 4, 5, 13 e 14.

Il deputato Flavio Gastaldi (Lega), relatore, nell’illustrare il provvedimento, segnala che l’articolo 1 reca una delega al Governo per l’adozione di uno o più decreti legislativi per il riordino del CONI e della disciplina di settore. Tra i principi e criteri direttivi ricorda il riordino della disciplina in materia di limiti al rinnovo dei mandati degli organi del CONI, garantendo omogeneità nel computo degli stessi, prevedendo limiti allo svolgimento di più mandati consecutivi da parte del medesimo soggetto, nonché disciplinando un sistema di incompatibilità fra gli organi, al fine di prevenire situazioni di conflitto di interessi. È prevista anche l’introduzione di limitazioni e vincoli, compresa la possibilità di disporre il divieto di effettuare scommesse sulle partite di calcio delle società che militano nei campionati della Lega nazionale dilettanti ed il sostegno alle azioni volte a promuovere e accrescere la partecipazione e la rappresentanza delle donne nello sport, in conformità ai principi del Codice delle pari opportunità. L’articolo 2 prevede che le scuole di ogni ordine e grado, nel rispetto delle prerogative degli organi collegiali, possono costituire Centri sportivi scolastici.

L’articolo 3 concerne la cessione, il trasferimento o l’attribuzione del titolo sportivo, definendo lo stesso quale insieme delle condizioni che consentono la partecipazione di una società sportiva a una determinata competizione nazionale. L’articolo 3-bis dispone che negli atti costitutivi delle società sportive professionistiche deve essere previsto un organo consultivo che provvede alla tutela degli interessi specifici dei tifosi ed esprime pareri obbligatori, ma non vincolanti, sulle questioni di loro interesse. L’articolo 4 reca una delega al Governo per l’adozione di uno o più decreti legislativi per il riordino e la riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché per la disciplina del rapporto di lavoro sportivo. Tra i principi e criteri direttivi vi è l’individuazione della figura del lavoratore sportivo, compresa la figura del direttore di gara, senza distinzioni di genere e indipendentemente dalla natura dilettantistica o professionistica dell’attività sportiva svolta, nonché definizione della relativa disciplina in materia di tutela assicurativa, fiscale e previdenziale e delle regole di gestione del relativo fondo di previdenza. I decreti legislativi sono adottati su proposta dal Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, nonché, limitatamente ai criteri relativi al riconoscimento del carattere sociale dell’attività sportiva e alla valorizzazione della formazione dei lavoratori sportivi, rispettivamente con il Ministro della salute e con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, acquisito il parere della Conferenza Stato-regioni.

L’articolo 5 reca una delega al Governo per l’adozione di uno o più decreti legislativi per il riordino delle disposizioni in materia di rapporti di rappresentanza di atleti e di società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo. Con la delega si dovrà provvedere alla disciplina del conflitto di interessi, in modo da garantire l’imparzialità e la trasparenza nei rapporti tra gli atleti, le società sportive e gli agenti, anche nel caso in cui l’attività di questi ultimi sia esercitata in forma societaria; e all’individuazione, anche in ragione dell’entità del compenso, di modalità di svolgimento delle transazioni economiche che ne garantiscano regolarità, trasparenza e conformità alla normativa vigente, comprese previsioni di carattere fiscale e previdenziale.

L’articolo 12 – gli articoli da 6 a 11 sono stati oggetto di uno stralcio e sono andati a costituire un provvedimento autonomo – reca una delega al Governo per l’adozione di uno o più decreti legislativi per il riordino e la riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi, nonché della disciplina relativa alla costruzione di nuovi impianti sportivi, alla ristrutturazione e al ripristino di quelli già esistenti, inclusi quelli scolastici. Tra i principi e criteri direttivi ricorda l’individuazione di criteri progettuali e gestionali orientati alla sicurezza, anche strutturale, alla fruibilità e alla redditività degli interventi e della gestione economico-finanziaria degli impianti sportivi, cui gli operatori pubblici e privati devono attenersi, in modo che sia garantita, nell’interesse della collettività, la sicurezza degli impianti sportivi, anche al fine di prevenire i fenomeni di violenza all’interno e all’esterno dei medesimi, e di migliorare, a livello internazionale, l’immagine dello sport. I decreti legislativi sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione, dell’economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa acquisita in sede di Conferenza Unificata. L’articolo 13 recava, nel testo iniziale, una delega al Governo per l’adozione di uno o più decreti legislativi per il riordino delle disposizioni legislative relative agli adempimenti e agli oneri amministrativi e di natura contabile a carico di FSN, DSA, EPS, associazioni benemerite, nonché alle loro affiliate, riconosciuti dal CONI. A tale finalità, durante l’esame in sede referente, si è aggiunta quella riferita alla semplificazione di adempimenti relativi ai medesimi organismi (e non a loro carico). In particolare, i principi e criteri direttivi sono costituiti, tra gli altri, dalla semplificazione e riduzione degli adempimenti amministrativi e dei conseguenti oneri, anche nei confronti delle unità istituzionali facenti parte del settore delle amministrazioni pubbliche, tenendo conto della natura giuridica degli enti e delle finalità istituzionali perseguite dagli stessi e dalla semplificazione per il riconoscimento della personalità giuridica. L’articolo 14 reca una delega al Governo per l’adozione di uno o più decreti legislativi in materia di discipline sportive invernali, al fine di garantire standard di sicurezza più elevati. Tra i principi e criteri direttivi ricorda l’estensione dell’obbligo di utilizzo del casco anche nella pratica dello sci alpino e dello snowboard e in tutte le aree sciabili, inclusi i fuori pista; l’obbligo di dotare ogni pista, ove possibile, di un’area per la sosta, accuratamente delimitata e segnalata; l’obbligo per i gestori delle aree sciabili di dotare le stesse di un defibrillatore semiautomatico, assicurando la presenza di personale formato per il suo utilizzo. L’articolo 14-bis prevede che le disposizioni della legge e dei decreti legislativi da essa previsti si applicano nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e con le relative norme di attuazione, anche con riferimento a quanto previsto dalla L. costituzionale 3/2001. Con riferimento all’ambito di competenza della Commissione, segnala che rileva, anzitutto, la materia ordinamento sportivo, che è inclusa dall’articolo 117, terzo comma, della Costituzione fra gli ambiti di legislazione concorrente e che, nella lettura della Corte costituzionale (sentenza n. 424/2004), include la disciplina degli impianti e delle attrezzature sportive. Rilevano, inoltre, le materie istruzione (articolo 2), professioni (articolo 4), governo del territorio (artt. 12 e 14), tutela della salute (artt. 4 e 14), anch’esse affidate alla legislazione concorrente. Rileva, infine, la materia formazione professionale (articolo 4), affidata dallo stesso articolo 117, terzo comma, della Costituzione, alla potestà legislativa regionale. In questo quadro, il testo prevede l’espressione di un parere della Conferenza Stato-regioni per l’emanazione dei decreti legislativi di cui all’articolo 4 e l’intesa della Conferenza unificata per l’emanazione dei decreti legislativi di cui all’articolo 12.

Al riguardo, segnala che il 7 marzo 2019 la Conferenza unificata ha richiesto, tra l’altro, l’espressione dell’intesa – oltre che per i provvedimenti di cui all’articolo 12, per i quali l’intesa è stata prevista durante l’esame in sede referente – anche per l’attuazione delle deleghe di cui agli articoli 1, 5, 13 e 14, nonché, in sostituzione del parere, per l’attuazione delle deleghe di cui all’articolo 4.