“Il nuovo comma 11-sexies riconosce, per fronteggiare, nell’anno 2022, situazioni di particolare difficoltà economica, ai datori di lavoro che occupano fino a 15 dipendenti di cui ai codici Ateco indicati nell’Allegato 1 al presente decreto (tra cui anche sale giochi e biliardi e sale bingo, ndr) rientranti nel campo di applicazione degli articoli 26 (Fondi di solidarietà bilaterali), 29 (fondo di integrazione salariale) e 40 (Fondo territoriale intersettoriale delle province autonome di Trento e Bolzano) che non possono più ricorrere all’assegno di integrazione salariale per esaurimento dei limiti di durata nell’utilizzo delle relative prestazioni, in deroga agli articoli 4, 29, comma 3-bis (13 settimane in un biennio mobile per le imprese fino a 5 dipendenti e 26 settimane per le altre) e 30, comma 1-bis (durata almeno pari a quella prevista per i trattamenti di integrazione salariale), nel limite di spesa di 77,5 milioni di euro per l’anno 2022, un ulteriore trattamento di integrazione salariale per un massimo di 8 settimane fruibili fino al 31 dicembre 2022. L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa di cui al primo periodo. Qualora dal monitoraggio emerga il raggiungimento, anche in via prospettica, del predetto limite di spesa, l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande (…). Il comma 3 provvede alla copertura degli oneri derivanti dal comma 1, pari a 227,5 milioni per l’anno 2022, e delle minori entrate derivanti dal medesimo comma, valutate in 1,3 milioni di euro per l’anno 2023, e delle minori entrate derivanti dal comma 2, valutate in 34,4 milioni di euro per l’anno 2022 e in 5,3 milioni di euro per l’anno 2024: a) quanto a 224,1 milioni di euro per l’anno 2022, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 120, della legge n. 234 del 2021 (pari a 700 milioni per il 2022, destinata proprio alla concessione di interventi in materia di integrazione salariale correlati ai differenti impatti nei settori produttivi della crisi determinata dalla pandemia e già ridotta di 163,1 milioni di euro complessivi per effetto del decretolegge n. 4 del 2022); b) quanto a 3,4 milioni di euro per l’anno 2022 mediante le maggiori entrate derivanti dal comma 1; c) quanto a 1,3 milioni di euro per l’anno 2023 mediante le maggiori entrate derivanti dal comma 2; d) quanto a 0,5 milioni di euro per l’anno 2024 mediante le maggiori entrate derivanti dal comma 1; e) quanto a 34,4 milioni di euro per l’anno 2022 e 4,8 milioni di euro per l’anno 2024 ai sensi dell’articolo 38. (…)

La RT afferma quanto segue:

Comma 1

Capoverso 11-sexies

Sulla base dei dati delle ore utilizzate negli anni 2020 e 2021 si stimano per il 2022 nei settori interessati 7,2 milioni di ore in deroga con una retribuzione media oraria di 11,7 euro e una prestazione media oraria di 6,9 euro. Gli effetti finanziari vengono così stimati:

(…)

Comma 3

La RT si limita a ribadirne il contenuto.

Al riguardo, si evidenzia preliminarmente che gli oneri correlati ai capoversi 11quinquies e 11sexies sono configurati in termini di tetti di spesa, a loro volta assistiti dal consueto meccanismo di monitoraggio ed eventuale rigetto di ulteriori domande nel caso di raggiungimento, anche in via prospettica, dei limiti di spesa, il che rappresenta un sufficiente presidio a garanzia dei saldi. (…)

In relazione al capoverso 11sexies, si rileva che il valore di 7,2 milioni di ore in deroga, indicato come desunto dalle risultanze di utilizzo degli istituti previsti nel biennio 20202021, appare nel complesso plausibile, atteso che, per il settore degli alberghi e pubblici esercizi (che comprendono gran parte dei settori interessati dall’estensione dei trattamenti di integrazione salariale consentiti dal capoverso in esame), risultano complessivamente autorizzate (non necessariamente fruite), per il mese di febbraio, circa 5,5 milioni di ore61. Tanto premesso e rilevato che gli altri parametri (retribuzione e prestazione medie orarie, aliquota media di contribuzione addizionale, del tutto in linea con l’ipotesi minima legale) assumono valori condivisibili, non vi sono osservazioni da formulare sulla quantificazione. (…)

Nulla da osservare poi sul comma 3, atteso che le risorse utilizzate a copertura risultano quantitativamente appropriate e disponibili rispetto alle esigenze”.

E’ quanto si legge nel dossierNota di lettura” del Servizio del Bilancio del Senato riguardante il ddl di “Conversione in legge del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina”, che come avevamo anticipato nei giorni scorsi è al vaglio delle Commissioni riunite Finanze e Industria di Palazzo Madama. Si ricorda che il termine per la presentazione degli emendamenti scade il 14 aprile, alle 10.