“Nel film “Bentornato Presidente” Claudio Bisio, nelle vesti di Giuseppe Garibaldi, conclude dicendo a chiare lettere: “pensare agli italiani uniti non e’ una utopia ma una follia”. E noi ippici italiani rappresentiamo perfettamente questa follia e ne diamo prova quotidianamente ed in ogni occasione”. Così in una nota Attilio D’Alesio (Presidente Coordinamento Ippodromi).

“Ognuno vorrebbe l’ippica a modo suo, chi privata, chi pubblica, chi basata sul gioco, chi senza gioco, chi vorrebbe pochi ippodromi, chi tanti, chi vorrebbe montepremi solo per i propri cavalli, chi sovvenzioni statali solo per i propri ippodromi, chi considera il suo ippodromo il centro del mondo e gli altri solo dei “cessi”, chi pensa di avere la verità in tasca e di conoscere il politico giusto che lo aiuterà e gli darà i soldi che chiede.

Quando il Ministero ci invita ad una riunione non riusciamo mai a presentarci con proposte condivise e più siamo e meglio e’, così la follia e’ sempre più chiara ed evidente. Quando qualcuno propone un “Tavolo di lavoro” con la presenza delle associazioni rappresentative della filiera viene deriso e definito un apprendista falegname. Ognuno pensa solo al proprio misero “orticello” della serie “morte tua, vita mia”. Altro che follia, questo e’ “pazzo masochismo” allo stato puro.

Ed ogni volta che qualcuno ha provato a lavorare sull’unita’ della filiera e’ stato boicottato ed ogni iniziativa è stata distrutta. Non si riesce ad organizzare nemmeno una riunione tra ippodromi, eppure siamo solo in 34 e tutti si lamentano di non avere un contratto con il Ministero e di avere visto tagliate del 70% le risorse loro destinate. Ed i risultati di questo stato di cose ormai sono sotto gli occhi di tutti e purtroppo gli ippodromi stanno chiudendo uno dopo l’altro e l’ippica sta’ piano piano scomparendo.

Ma i nove ippodromi che fanno parte di questa associazione non si arrendono e quindi propongono una riunione plenaria ai colleghi gestori degli altri ippodromi ancora in attività, per cercare di trovare una linea comune da presentare al Ministero e tentare di uscire dalla gravissima crisi in cui siamo precipitati. Augurandoci di ricevere qualche riscontro a questo nostro invito, siamo a disposizione e pronti ad imboccare finalmente una strada nuova per il rilancio dell’ippica nazionale”.