“L’evoluzione del quadro epidemiologico merita di essere seguita con la massima attenzione. Dovremo verificare, passo dopo passo, se le misure siano adeguate a fronteggiare la situazione che va delineandosi. La bussola, per me, nella scrittura del prossimo Dpcm, che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, deve essere sempre il principio di tutela e salvaguardia del diritto fondamentale alla salute, come sancito dalla nostra Costituzione, all’articolo 32”.

Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza (nella foto), durante le sue comunicazioni in aula al Senato. Il dpcm includerà, dunque, la festività di Pasqua del 5 aprile.

Al momento “non ci sono le condizioni per abbassare le misure. L’Italia si muove nel solco della linea europea di prudenza, di cautela e di primato della difesa del diritto alla salute, non può abbassare la guardia, e non si rassegna alla riduzione dei vaccini. La presenza delle varianti – ha spiegato – condizionerà l’epidemia: la variante inglese è presente nel 17,8% dei casi e sarà presto prevalente e la sua maggiore diffusione rende indispensabile alzare il livello di guardia, ma fortunatamente non compromette l’efficacia dei vaccini. Le altre due varianti sono più insidiose per la ridotta efficacia dei vaccini. La loro diffusione è minore ma è necessario isolare i focolai. È decisiva la consegna puntuale delle dosi. Con i vertici Ue stiamo esercitando il massimo di pressione verso le aziende affinché si trovino soluzioni necessarie per aumentare la produzione dei vaccini. Vanno considerate tutte le soluzioni, nessuna esclusa. Non regge una proprietà dei brevetti – aggiunge – perché il vaccino deve essere un bene comune e per tutti. Gli obiettivi sono tre: ultimare la prima fase della campagna vaccinale per immunizzare anziani e sanitari ed i primi segnali di immunità incoraggianti. Daremo ora la massima attenzione alle categorie fragili ed il terzo obiettivo è avviare parallelamente le prenotazioni per le vaccinazioni al personale scolastico ed i servizi essenziali”.

“I parametri per definrie le zone di rischio sono stati adottati sulla base di valutazioni scientifiche – prosegue -; alla luce della circolazione delle varianti, ci sarà un nuovo confronto per valutare il quadro in cui siamo, allo stato delle cose è necessario mantenere un approccio di grande prudenza. Il tasso di incidenza in Italia è attualmente migliore degli altri Paesi europei, ma l’ultimo monitoraggio della cabina di regìa registra segnali di tendenza in peggioramento: abbiamo le terapie intensive in cinque regioni sopra la soglia critica del 30%. L’Rt medio è pari a 0,99 in crescita rispetto alla settimana precedente, e si avvia a superare la soglia di 1, il numero dei contagi quotidiani aumenterebbe considerevolmente con sovraccarico dei servizi sanitari”.

Il ministro ha poi spiegato: “C’è l’impegno del governo a congrui ristori per le attività che stanno soffrendo. Questo deve valere per le mie ordinanze che da ora andranno in vigore dal lunedì e per le misure regionali“.

Speranza ha detto di valutare positivamente l’ipotesi di un portavoce del Cts. “E’ fondamentale mantenere un approccio di grande prudenza. Con questo livello di incidenza di casi abbiamo 5 regioni con terapie intensive sopra la soglia critica e l’Rt medio è 0.99, secondo ultimo rilevamento. Quindi l’Rt si avvia con le misure attualmente in vigore a superare la soglia di 1”.

Dal ministro arriva un appello a tutte le forze politiche: “Solo il comune lavoro di tutte le istituzioni può portarci a vincere la sfida che abbiamo davanti. Questo dibattito è importante e siamo in una situazione politica nuova. Ringrazio il presidente Mattarella. Il premier ha detto che l’unità non è un’opzione ma un dovere. Ho sempre auspicato un’unità nazionale contro l’emergenza. Non c’è strada diversa dall’unità. Le polemiche disorientano i cittadini sempre più stanchi per questa lunga crisi, insieme all’unità e alla responsabilità è indispensabile dire sempre la verità ai cittadini. Riconfermo un messaggio di fiducia: argineremo il virus con la scienza e il personale sanitario. I ritardi di alcune forniture di vaccini non muteranno l’iter in corso e vediamo la luce in fondo al tunnel. Differenziare le misure su base regionale ci consente di agire in modo proporzionale e ci ha permesso di non ricorrere ad altri lockdown generalizzati, mentre altri paesi Ue ne hanno fatti due o tre. Ritengo sia utile anche alla luce delle varianti, favorire un nuovo confronto in un tavolo tecnico tra Iss e Ministero per delineare il quadro in cui siamo”.