“Il settore del gioco pubblico sconta una serie di pregiudizi e un clima non favorevole che si ritrova nelle prese di posizione recenti di autorevoli rappresentanti della politica”.

Paolo Proietti di UILTuCS, il sindacato di categoria della UIL che rappresenta i lavoratori del terziario, turismo, commercio e servizi, si occupa delle società del gioco legale.

“La situazione delle imprese del settore oggi è oggettivamente difficile”, spiega Proietti a Jamma.it . “Sono state tra le prime ad essere chiuse in attuazione degli interventi di contenimento dell’epidemia, e potrebbero, presumibilmente, essere tra le ultime a riaprire. Più si allunga la situazione di fermo e maggiore è il rischio che molte di queste non possano più riaprire. Del resto è evidente che stanno sostenendo spese fisse ingenti, basti pensare agli affitti, a cui si sommano tutti gli altri oneri. La maggior parte di queste, come abbiamo avuto modo di verificare, hanno scelto di garantire l’integrazione del Fondo d’Integrazione Salariale”.

Il FIS, che oggi rappresenta l’unica entrata per migliaia di lavoratori del gaming e del Bingo, è la forma di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa dei lavoratori dipendenti di aziende appartenenti a settori non coperti dalla normativa in materia d’integrazione salariale. Perché questa opzione in luogo della Cassa Integrazione?

“Si tratta dell’ammortizzatore previsto dalla tipologia di contratto per questi lavoratori e che interessa, in questo caso, anche aziende di centinaia di dipendenti”, sottolinea Proietti. “Va precisato che si tratta di una misura con una specifica causale, che è appunto COVID-19 e che consente di accedervi anche ad aziende che in precedenza avevano sottoscritto altri accordi, che vengono così ‘sterilizzati’ per essere sostituiti con le altre misure. Le prime imprese che abbiamo seguito in questo percorso sono quelle che gravitano nelle aree interessate dai primi provvedimenti a seguito dell’emergenza, ovvero la Lombardia e altre 14 province. Stiamo parlando di fine febbraio e questo vuol dire che le nove settimane di protezione stanno per scadere”.

Se non si interviene in tempo c’è il rischio che i lavoratori non possano percepire nulla.

“Per muoverci dobbiamo attendere la pubblicazione del decreto di Maggio, quello che sarebbe dovuto essere di Aprile. Da indiscrezioni sappiamo che dovrebbe prevedere interventi per 55 miliardi di euro. Saremmo portati a pensare che le misure a favore dei lavoratori saranno confermate. Ma al momento non c’è nessuna certezza”.

Proietti conosce molto bene il settore del gioco legale. “E un settore che oggi soffre sicuramente una condizione di svantaggio” ci dice “oltre ad essere considerati servizi superflui, i giochi vivono un clima ‘sfavorevole’ e mi riferisco alle prese di posizione di autorevoli esponenti della politica che addirittura auspicano una riapertura più lontana possibile. Le aziende che oggi cercano di garantire la retribuzione ai loro dipendenti partono già da una situazione non facile, dovuta alle misure che a livello locale e regionale hanno portato alla limitazione degli orari di funzionamento se non addirittura alla chiusura delle attività stesse. Sto pensando alla Regione Emilia Romagna e ad aziende, per esempio di Bologna, che dall’oggi al domani si sono ritrovare ad essere considerate attività illegali”.

E’ possibile oggi pensare ad una riapertura? E in che misura?

“Se oggi si dice che riapriranno i bar e i ristoranti mi chiedo perché lo stesso non si possa dire per le sale Bingo. Mi pare evidente che le stesse precauzioni possano essere mutuate per questa tipologia di esercizi commerciali. E’ evidente, e qui torno a quanto detto prima, che c’è un po’ di ostilità. Eppure sappiamo essere un settore che contribuisce in modo importante alle entrate Erariali. Le imposte vengono versate a titolo di prelievo sulla raccolta, che per altro viene aumentato di anno in anno”. “In una proiezione di avvenuta riapertura – continua Proietti – dobbiamo pensare innanzitutto ad un contingentamento degli ingressi. Il distanziamento varrà anche per i lavoratori, perciò in questa fase bisognerà valutare l’impatto sull’organizzazione del lavoro anche attraverso interventi sugli orari, sulla densità e sulla rotazione delle presenze”.

Per ogni apertura si parla di protocolli di sicurezza che dovranno essere approvati dal Comitato Tecnico e quindi adottati dalle imprese del settore.

“In linea generale le attività dovranno seguire le indicazioni contenute dal Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus COVID-19 del 24 aprile scorso. Già qui ci sono elementi di cui tener conto per continuare l’attività aziendale. Con molte aziende del settore del gaming e con gruppi di aziende stiamo lavorando a protocolli specifici. Pure senza indicazioni specifiche sulla riapertura il protocollo è importante come segnale, per dimostrare che si sta facendo il possibile per garantire l’apertura nella condizione di massima sicurezza sia per i clienti che per il personale”, conclude Proietti