“L’attività dello Stato attraverso il regolatore ha contribuito a drenare il gioco illegale. Nel 2020 la raccolta complessiva del gioco online ha superato quella della raccolta fisica. La criminalità organizzata, prima che il settore venisse sottoposto al controllo e alla gestione dello Stato, vedeva nel gioco una opportunità notevole di profitto. Ora giocatori e entrate erariali godono sicuramente di maggiore tutela. Parliamo di interessi che vengono continuamente minacciati dalla criminalità organizzata, basti pensare che il controllo del gioco è anche una modalità indiretta di gestione del territorio. Spesso la criminalità opera da società stabilite all’estero, dove i controlli sono meno stringenti. E soprattutto meno trasparenti. Un’impresa che raccoglie scommesse muove importanti masse di denaro, e qui la criminalità entra per attività di riciclaggio. Come opera la criminalità? Anche attraverso l’imposizione di macchine da gioco modificate, doppie schede, software sostituiti a quelli originali, in modo da ridurre l’ammontare del payout. Poi ci sono i centri di raccolta misti, dove vengano offerte scommesse attraverso canali illeciti, paralleli a quelli leciti. Ci sono poi i totem, che grazie a deviatori accedono a siti internet per scommesse online. Il livello tecnologico è molto elevato: questo vuol dire che le organizzazioni criminali si affidano a sviluppatori esterni e spesso non c’è concorrenza tra organizzazioni diverse”. È quanto ha dichiarato Giuseppe Arbore (nella foto), Capo del III Reparto Operazioni del Comando Generale della Guardia di Finanza, in audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico del senato.

Nel corso dell’audizione Arbore ha ricordato importanti operazioni come ‘Galassia’, All inn’, ‘Last Bet’ e ‘Doppio Gioco’, da cui il sequestro di beni per decine di milioni di euro.

“Negli ultimi tre anni sono stati accertati 3 miliardi di base imponibile evasa. Il nostro approccio è ricostruire tutti i flussi finanziari e aggredire patrimonialmente la criminalità. I nostri controlli consistono nel verificare le licenze di polizia, il rispetto del divieto di accesso da parte dei minori, il rispetto del divieto di pubblicità e le misure antiriciclaggio.

I nostri interventi sono basati su una pianificazione operativi puntuale e su un’attività di analisi. Si parla di piani operativi nei quali vengono individuati gli obiettivi, perché l’azione deve esse essere finalizzata all’esercizio dell’attività penale e amministrativa. Ci sono due piani: quello dei giochi e delle scommesse su rete fisica, e l’online. Il tutto avviene tramite una consultazione delle banche dati, poi si passa all’analisi del territorio. Tutto questo necessita di elevata tecnologia. Ci siamo dotati di una piattaforma, la dorsale informatica, che consente di far dialogare tutte le banche dati. C’è anche un processo di geolocalizzazione di tutti gli apparecchi, una individuazione dell’identità e dell’intensità delle giocate, un sistema di alert rispetto ad anomalie di raccolta e verso chi è già stato sottoposto a controllo.

Per quanto riguarda il gioco online vengono analizzati i conti gioco, gli importi di giacenza, anche per individuare fenomeni di riciclaggio. Facciamo riferimento anche alle segnalazioni di istituzioni, come le attività di polizia. Le informazioni vanno ad arricchire i processi di analisi. UISS svolge funzioni di monitoraggio sulle scommesse sportive, e anche qui la GdF è presente per svolgere le sue attività. Un impegno molto forte è sul piano della polizia giudiziaria. Lo Scico ha il compito di coordinamento informativo e supporto tecnologico”, ha aggiunto Arbore.

“Centrale nella nostra attività è l’aggressione patrimoniale. Si tratta di individuare il profitto illecito e avviare la misura di confisca allargata e il sequestro preventivo. Per cogliere queste situazioni abbiamo a disposizione un applicativo, dal nome Molecola, continuamente arricchito anche attraverso gli esiti della giurisprudenza. Spesso la criminalità si insinua nelle aziende regolari. Nel corso della pandemia è successo. In questo caso dobbiamo operare attraverso un’attività di bonifica, senza aggredire il settore industriale. In materia di antiriciclaggio sono previste invece una serie di misure. 7.659 sono le segnalazioni arrivate all’UIF nel corso del 2021, moltissime delle quali riguardano il gioco online. Nei nostri interventi approfondiamo la corretta esecuzione delle segnalazioni e gran parte delle infrazioni sono legate al fatto che le aziende non sono dotate di strumenti adeguati”, ha detto ancora Arbore.

“Il mercato del gioco legale è in espansione, a nocumento di quello illegale. E’ una scelta saggia fatta dal legislatore. Questo interesse ha fatto sì che ci fosse nel tempo anche uno stratificarsi di norme, anche in una logica di inasprimento delle sanzioni. C’è ancora molto da fare sul piano dell’interpretazione delle norme e della loro armonizzazione. Auspichiamo un Testo Unico a vantaggio di chi queste norme deve rispettarle e di chi, come noi, è chiamato a verificarne il rispetto. Poter disporre di un Testo Unico non sarebbe male, speriamo infatti in un documento di certezza del diritto. Una nostra proposta, al fine di arginare fenomeni di antiriciclaggio, è quella di imporre ai concessionari di certificare compensi e riversamenti della raccolta di gioco. Altro elemento importante è la cultura del gioco legale, diffondendola si crea un vantaggio sia per l’offerta lecita che per gli stessi consumatori”, ha concluso il Capo del III Reparto Operazioni del Comando Generale della Guardia di Finanza.