Sembrava che il superamento del coprifuoco dopo il ponte del 2 giugno potesse ridare impulso alle case da gioco. Le proposte uscite dalla cabina di regia di lunedì 17 maggio (collegata al decreto Riaperture del governo) parlano invece di un riavvio nel mese di luglio. Una doccia fredda per operatori e sindacati, che a Venezia la scorsa settimana si erano rivolti al prefetto per chiedere di riaprire, ribadendo il rispetto di tutti i canoni di sicurezza. Su Ca’ Noghera, chiuso dal 26 ottobre scorso, si sono soffermati il presidente Maurizio Salvalaio e il direttore Alessandro Cattarossi, che hanno accompagnato in sopralluogo i consiglieri dell’ottava commissione consiliare, unita alla nona. E’ quanto si legge su veneziatoday.it.

L’anno scorso sono stati investiti 800 mila euro per dotare la sede di tutte le misure anti Covid la sede: plexiglass, dispositivi, sanifficanti. Per la struttura la Regione aveva dato il via libera a un protocollo di sicurezza firmato da Casinò di Venezia Gioco spa e parti sociali, come è avvenuto in altre realtà produttive. Prevedeva la sanificazione dei tavoli, delle slot, delle carte e delle fiches, il distanziamento con 4 metri quadri di spazio per ogni persona, 5 giocatori al massimo per ogni postazione, capienza ridotta nei 6.000 metri quadri di superficie coperta della casa da gioco da 3.500 a 950 persone. Dopo l’inaugurazione della scorsa estate invece, ad ottobre c’è stato lo stop. Due sono le mozioni depositate lo scorso fine settimana da Lega e Italia Viva alla Camera, per chiedere il riavvio del settore.

«Ancora non possiamo valutare la funzionalità dell’ampliamento di Ca’ Noghera, con 1.500 metri quadri di spazio in più fra sala dei giochi (800 metri quadri), mezzanino (200 metri quadri) e terrazza (400 metri quadri) – commenta Cattarossi – abbiamo avviato per troppo poco tempo la scorsa estate. Se ripartiamo e incameriamo qualche entrata potremo completare la riqualificazione e raccogliere dati».

Un investimento di 4 milioni e 300 mila euro del proprietario, il Comune di Venezia, che ha puntato sulla casa da gioco come settore strategico per l’economia. Sono 800 i dipendenti, 600 diretti e 200 dell’indotto (vigilantes, operatori delle pulizie e manutentori). «Le entrate che arrivano da questo settore sono funzionali a investimenti in altri comparti del Comune, come il sociale», dice l’onorevole e consigliere comunale Alex Bazzaro che è tra i proponenti dell’emendamento al decreto Riaperture in commissione Affari sociali alla Camera per le case da gioco. I consiglieri d’opposizione hanno sottolineato la necessità di lavorare a un piano riaperture che tenga conto della sostituzione del personale andato in pensione (32 croupies su 290) e della casa da gioco storica Ca’ Vendramin Calergi della città d’acqua.

«Ho espresso dei dubbi in merito al restauro e richiesto degli approfondimenti per capire se la nuova sala ha portato più introiti al Casinò – afferma la capogruppo del Partito Democratico Monica Sambo -. Data l’elevata sicurezza dei luoghi è necessario lavorare insieme affinché la casa da gioco riapra».

«Il non sono invece sicuro che tutte le forze politiche stiano remando dalla stessa parte al governo – interviene l’assessore al Commercio Sebastiano Costalonga -. Propongo a tutti i consiglieri di sottoscrivere una mozione unitaria da inviare a Roma».