Di seguito gli ordini del giorno presentati alla Camera – nell’ambito della discussione sul Decreto Natale – dai deputati Mulè (Fi) e Di Muro (Lega) sulla riapertura del Casinò di Sanremo che hanno portato alla polemica in Aula in quanto molto simili. Il primo è stato respinto in quanto il deputato non ha accettato la riformulazione “a valutare la possibilità
di”, il secondo ha invece ricevuto parere favorevole.

“La Camera, premesso che: il decreto-legge in esame, come modificato nel corso dell’esame in sede referente, detta disposizioni e misure di vario contenuto: esso è finalizzato a rafforzare le misure per il contenimento del contagio da Covid-19, nonché a disciplinare la progressiva ripresa dell’attività scolastica in presenza, a regolare la manifestazione del consenso al trattamento sanitario del vaccino anti Covid-19 per i soggetti incapaci ricoverati presso strutture sanitarie assistite e a prevedere la concessione di un contributo a fondo perduto ai soggetti titolari di partita Iva che svolgono attività prevalente nei settori dei servizi di ristorazione; il provvedimento riproduce in parte le misure già previste dal decretolegge n. 158 del 2020 per il periodo delle festività natalizie e le disposizioni contenute nel decreto-legge n. 1 del 2021, decreti che vengono conseguentemente abrogati dall’articolo 1 del disegno di legge di conversione: le norme in essi contenute sono state inserite nel testo da emendamenti del Governo nel corso dell’esame in sede referente presso le Commissioni riunite X e XII; come previsto dalla normativa in vigore, e più nello specifico dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 gennaio 2021, fino al 5 marzo 2021 continuano ad essere sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente; le misure adottate, dall’inizio dell’emergenza sanitaria per il contenimento dell’epidemia in corso, hanno penalizzato anche l’attività delle case da gioco italiane ed in modo particolare del Casinò di Sanremo che durante il 2020 è stato costretto a sospendere l’attività per 178 giorni, ovvero 6 mesi di blocco totale; a ciò si aggiunga che dal 2 al 6 marzo 2021 si svolgerà a Sanremo il Festival della Canzone italiana che storicamente rappresenta un indotto economico non indifferente per il territorio ligure e di conseguenza anche per la casa da gioco matuziana; il protrarsi di tale situazione rischia di produrre effetti irreparabili sulla stabilità del Casinò di Sanremo nonché in merito ai posti di lavoro generati anche in virtù di una politica di ristoro gravemente insufficiente, impegna il Governo ad adottare le opportune iniziative di propria competenza al fine di consentire la riapertura in tempi brevi del Casinò di Sanremo e la conseguente salvaguardia dei posti di lavoro”.

9/2835-A/29. Mulè (Fi)

“La Camera, premesso che: in sede di esame del decreto-legge 18 dicembre 2020, n. 172, recante ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus COVID-19: il provvedimento in titolo è finalizzato a rafforzare le misure per il contenimento del contagio da COVID-19, nonché a disciplinare la progressiva ripresa dell’attività scolastica in presenza, a regolare la manifestazione del consenso al trattamento sanitario del vaccino anti COVID- 19 per i soggetti incapaci ricoverati presso strutture sanitarie assistite e a prevedere la concessione di un contributo a fondo perduto ai soggetti titolari di partita Iva che svolgono attività prevalente nei settori dei servizi di ristorazione; come previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 gennaio u.s., sino al 5 marzo 2021 restano sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente; le misure adottate, fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, hanno certamente penalizzato anche l’attività delle case da gioco e particolarmente quella del Casinò di Sanremo che durante il 2020 è stato costretto a sospendere l’attività per oltre sei mesi; per la società di gestione tenere chiuso costa circa 110 mila euro al giorno, anche se non ci sono i costi del lavoro e altro; il casinò di Sanremo si era distinto per le misure adottate a salvaguardia della sicurezza dei clienti. Oltre alla chiusura del teatro annesso e alla cancellazione degli spettacoli, agli ingressi erano state posizionate delle termocamere ad alta tecnologia in grado di rilevare la temperatura a oltre 20 persone contemporaneamente. Per i giochi, il management aveva fatto installare delle barriere divisorie per ogni postazione a sedere; a ciò si aggiunga che dal 2 al 6 marzo 2021 si svolgerà a Sanremo il consueto Festival della Canzone italiana che rappresenta per la casa da gioco una delle tre più redditizie dell’anno; molte aziende, comprese quelle del settore dell’intrattenimento e dei giochi, hanno dovuto fare i conti quasi da subito con una mancanza di introiti improvvisa, dovuta alla decisione del Governo di imporre la chiusura di tutte le attività non strettamente necessarie; prorogare la chiusura del Casinò di Sanremo significa esporre le case da gioco e gli enti proprietari, il Comune, a situazioni estremamente complesse in ambito economico, finanziario, sociale e occupazionale; l’obiettivo è quello di una rapida riapertura delle proprie sedi, necessaria e indispensabile a mantenere, per quanto possibile, l’equilibrio economico e finanziario aziendale e a preservare oltre numerosi posti di lavoro, a cui si aggiunge tutto l’indotto, anch’esso in grave difficoltà a seguito della chiusura delle case da gioco, impegna il Governo ad adottare tutte le iniziative necessarie, al fine di prevedere in tempi rapidi la riapertura dell’attività del casinò di Sanremo, i cui effetti socioeconomici non possono che determinare benefici, non solo a livello locale, ma anche per l’intero Paese”.

9/2835-A/38. Di Muro (Lega)