“Se il Governo non ritenga necessario adottare opportune iniziative normative per dare soluzione alle problematicità esposte in premessa, ove si consideri che la mancata apertura del comparto giochi comporta minori entrate stimate in 20 milioni di euro al giorno”.

E’ quanto chiede in un’interrogazione a risposta in Commissione rivolta al Ministro dell’economia e delle finanze e al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali il deputato di Forza Italia, Paolo Russo (nella foto).

Si legge: “Per sapere – premesso che: a seguito della emanazione delle Linee guida da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il pubblico può avere accesso all’interno degli ippodromi durante le giornate in cui si svolgono le corse; purtroppo, le scommesse non possono essere ancora accettate a causa della conferma ufficiale del divieto, reso pubblico con una nota dell’Adm; infatti, le disposizioni che hanno sospeso le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 sono tuttora vigenti; quindi, è inibita la raccolta delle scommesse sulla rete fisica all’interno degli ippodromi fino al 1° luglio, data dopo la quale cesserà il divieto di raccolta fisica di tutte le scommesse su tutto il territorio nazionale; negli ippodromi il gioco è vietato anche se organizzato nel rispetto delle norme di sicurezza ordinariamente vigenti negli altri luoghi aperti al pubblico. Si consideri che la presenza di punti di accettazione
delle scommesse è organizzabile all’aperto, in apposite strutture, quali gazebo o similari; sono quindi possibili le sole scommesse on line, costringendo gli ippodromi a dotarsi di reti wi-fi per consentire agli spettatori il collegamento on line con i siti di scommesse senza essere penalizzati dal fatto di seguire le corse dal vivo; molti operatori del settore sono rimasti stupiti, poiché il blocco delle scommesse ippiche fisiche negli ippodromi all’aperto non appare più rischioso delle giocate alle lotterie nazionali effettuate fisicamente nelle edicole o al tabaccaio”.