La ripartenza del gioco legale, la cui rete di punti vendita sul territorio ha osservato quasi un anno di chiusura. Il contraccolpo del lockdown sul fatturato delle aziende e sul gettito erariale con perdite per le casse dello Stato superiori ogni mese al mezzo miliardo di euro. La richiesta indirizzata al legislatore di chiarire al più presto il contesto normativo e arrivare all’adozione di un testo unico. Ma anche il desiderio di un grande operatore come Snaitech di rialzare la testa e scommettere insieme alla casa madre Playtech sul mercato tedesco e austriaco.

Fabio Schiavolin, amministratore delegato di Snaitech, in un colloquio con , riflette sulle prospettive del gioco legale e su quelle dell’azienda da lui guidata. “Investire in Germania e Austria rappresenta una scommessa in un momento di difficoltà, ma rischiare fa parte del nostro mestiere. I governi in questi paesi hanno rispetto al gioco un atteggiamento molto più laico di quello italiano”. In Italia il lockdown ha dimostrato che la chiusura delle sale non ha fermato il gioco ma ha favorito il diffondersi del gioco illegale. “Questo è un elemento importante per valutare tutte quelle campagne proibizionistiche che nelle varie legislature si sono susseguite contro il gioco illegale e di Stato” spiega Schiavolin. Oggi il clima sembra più favorevole, ma gli operatori pretendono chiarezza e chiedono che si dia seguito all’impegno ad arrivare a un Testo unico a favore del quale si sono espressi il sottosegretario con delega ai Giochi, Claudio Durigon, il direttore generale dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, il procuratore Antimafia Federico Cafiero De Raho. “C’è più di una Regione nella quale il bizantino intreccio tra le normative sulle distanze, sugli orari di apertura e sui luoghi sensibili, rende impossibile posizionare un nuovo negozio per la concessione”. “Quello che noi chiediamo” conclude Schiavolin “è semplicemente legato alla capacità di esecuzione degli obblighi derivanti da una concessione per la quale si concorre, una capacità di esecuzione che oggi non è scontata”.