esports
Regno Unito. Una nuova ricerca sulla pubblicità e sul marketing del gioco d’azzardo rivela la complessità del fenomeno legato all’esposizione di minori e persone vulnerabili ai contenuti di gioco d’azzardo.

GambleAware ha pubblicato oggi un report non ancora completo realizzato da Ipsos MORI, che analizza la frequenza e i contenuti della pubblicità sul gioco d’azzardo e l’esposizione da parte di bambini, giovani e adulti vulnerabili.

La ricerca, che è la prima del suo genere in Gran Bretagna, è stata effettuata da due consorzi guidati da Ipsos MORI e dall’Istituto per il marketing sociale dell’Università di Stirling. La ricerca è anche parte del programma di ricerca della Commissione per il gioco d’azzardo e costituisce una parte fondamentale della strategia nazionale per ridurre i rischi legati al gioco d’azzardo.

I risultati provvisori hanno rilevato che, tra il 2015-2018, il volume e la spesa per la pubblicità e il marketing del gioco d’azzardo hanno registrato un aumento su diverse forme di media, tra cui TV e radio, con lotterie e bookmaker tra i migliori investitori. La pubblicità sportiva sembra dominare l’online, con un’esposizione in aumento grazie alla sponsorizzazione sulle  trasmissioni di eventi live.

I bambini, i giovani e le persone vulnerabili che hanno partecipato alla indagine hanno evidenziato la prevalenza della pubblicità sul gioco d’azzardo in TV (anche durante il giorno), sui social media, sulle strade e nei punti vendita. L’emergere di nuovi settori come gli eSports rappresenta una nuova sfida in termini di gestione dell’esposizione al gioco d’azzardo.

Oltre alla pubblicità e al marketing, i ricercatori hanno identificato altri fattori incluso il ruolo della famiglia e degli amici come forme di avvicinamento al gioco d’azzardo. Molti hanno rivelato di aver sperimentato il gioco fin dalla tenera età in una serie di contesti.

All’interno dei dati acquisiti, la ricerca non ha rilevato la presenza di annunci di giochi a distanza inseriti nei media per bambini, compresi i siti Web più popolari. Tuttavia, i ricercatori hanno ravvisato la presenza nei contenuti di caratteristiche che potrebbero plausibilmente rivolgersi direttamente ai bambini e ai giovani, tra cuila presenza di celebrità, canzoni note e slogan. I contenuti che possono interessare i bambini e i giovani sono stati trovati nell’11% delle pubblicità nei media tradizionali; percentuale che sale al  59% nei  contenuti di gioco eSports su Twitter – in gran parte dovuto all’uso di grafica in stile animato.

La ricerca ha rilevato anche che i bambini non sono al momento esclusi dalla pubblicità del gambling online e sono in grado di seguire e interagire su Twitter con account che riguardano le scommesse.

“Accogliamo con favore la pubblicazione di questo rapporto che contribuisce alla definizione  della strategia nazionale recentemente lanciata per ridurre i danni legati al gioco “, ha dichiarato Ian Angus della Gambling Commission. “Questa ricerca rappresenta un significativo passo in avanti per colmare le lacune nella comprensione di questo problema e fornisce un quadro più chiaro del volume, del tono e del contenuto della pubblicità e della sponsorizzazione del gioco d’azzardo in Gran Bretagna, e della misura in cui i bambini, i giovani e gli adulti vulnerabili sono esposti”.